Esterometro nel Regime Forfettario: è obbligatorio?

Negli ultimi tempi si sente parlare di Esterometro, ma a cosa si riferisce? Anche le Partite IVA Forfettarie sono obbligate a presentare l’esterometro?

Dato che l’anno 2019 ha portato un’ondata di cambiamenti rivoluzionari che interessano i lavoratori autonomi, i Freelancer, gli start upper e i liberi professionisti, è importante verificare anche i Forfettari sono obbligati all’ Esterometro.

Oltre all’ampliamento del regime forfettario, fino alla soglia massima di reddito di 65.000 euro annui, ed all’introduzione della fatturazione elettronica, le Partite IVA dovranno adempiere all’Esterometro.

Dopo mesi e mesi di dubbi, finalmente sono arrivati i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, che con la Circolare numero 14/E del 17 giugno 2019 sulla fattura elettronica ha sciolto ogni dubbio.

Continua a leggere questa guida e scopri che cos’è l’Esterometro e come funziona.

Esterometro: cos’è?

Negli ultimissimi tempi sentiamo parlare di esterometro, ma a cosa fa riferimento? Come può suggerire il nome stesso, l’esterometro è una comunicazione avente ad oggetto le operazioni da e verso l’estero che i titolari di Partita IVA devono obbligatoriamente inoltrare all’Amministrazione fiscale.

Questo obbligo sostituisce i precedenti adempimenti (redditometro e spesometro) aboliti dal corrente anno.

In buona sostanza, l’esterometro consiste nella comunicazione delle fatture relative ad operazioni transfrontaliere.

La trasmissione deve essere effettuata entro un mese ed un giorno, a partire dalla data di emissione/ricezione della fattura.

Restano escluse da tale adempimento tutte le operazioni registrate tramite bolletta doganale

Esterometro: quali categorie di contribuenti devono presentarlo?

L’Esterometro riguarda tutte le operazioni transfrontaliere che avvengono tra contribuenti italiani e soggetti comunitari ed extra-comunitari.

La comunicazione all’Agenzia delle Entrate deve essere inoltrata per le seguenti tipologie di fatture:

  • autofatture per servizi ricevuti da soggetti extracomunitari;
  • fatture ricevute da soggetti comunitari non stabiliti;
  • fatture emesse per servizi generici verso soggetti extracomunitari, per i quali non è stata emessa fattura elettronica.

Esterometro: quali dati è necessario comunicare?

Quali sono i dati che è necessario comunicare all’Agenzia delle Entrate? Ecco quali sono le informazioni riepilogative:

  • dati identificativi del prestatore;
  • dati identificativi del committente;
  • data emissione fattura;
  • numerazione fattura;
  • data registrazione;
  • base imponibile;
  • aliquota IVA applicata ed imposta.

Esterometro: è obbligatorio anche per i minimi ed i forfettari?

Per i minimi e i forfettari sciogliamo ogni dubbio: queste categorie di contribuenti fiscali non devono provvedere ad alcun adempimento comunicativo.

A chiarirlo è la Circolare dell’Agenzia delle Entrate numero 14/E del 17 giugno 2019 sulla fattura elettronica.

Per l’anno 2019 sono esonerati dall’Esterometro le seguenti categorie:

  • contribuenti che si avvalgono del regime forfettario;
  • contribuenti che si avvalgono del regime dei minimi;
  • associazioni sportive dilettantistiche con fatturato inferiore a 65.000 euro annui;
  • agricoltori che si avvalgono di regimi fiscali speciali;
  • medici, farmacisti e personale sanitario.

Infatti, l’amministrazione tributaria sancisce che l’invio della comunicazione mensile è obbligatoria solo per tutti i soggetti passivi residenti o stabiliti nel territorio dello Stato obbligati alla fatturazione elettronica tramite SdI.

Sono tenuti all’invio in esame (c.d. “esterometro”) tutti i soggetti passivi residenti o stabiliti nel territorio dello Stato obbligati, per le operazioni tra gli stessi effettuate, alla fatturazione elettronica tramite SdI (cfr. il richiamo all’articolo 1, comma 3, del medesimo d.lgs. n. 127), risultandone quindi esonerati, ad esempio, coloro che rientrano nel regime di vantaggio e quelli che applicano il regime forfettario”.

Rimane nella lista degli adempimenti dei minimi e dei forfettari la trasmissione degli elenchi INTRASTAT (invio dei dati relativi alle vendite verso l’estero).

Regime Forfettario: quali sono i vantaggi?

Come già sottolineato per l’anno 2019 sono diverse le novità per i Liberi Professionisti con Partita IVA e per tutti coloro che svolgono attività d’impresa.

A partire dal primo giugno 2019 si è assistito ad un ampliamento del regime forfettario e l’accesso ai vantaggi fiscali da non sottovalutare:

  • imposta sostitutiva con aliquota fissa al 15% del reddito imponibile o al 5% (per i primi 5 anni);
  • non assoggettamento a ritenuta alla fonte a titolo d’acconto;
  • esclusione dall’IRAP e dagli studi di settore/parametri;
  • esonero delle scritture contabili sia ai fini IVA che reddituali. Permane l’obbligo della numerazione e conservazione delle fatture attive e dei corrispettivi;
  • non assunzione della qualifica di sostituto d’imposta.

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Giampiero Teresi

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