IVA nel regime forfettario: tutti i vantaggi dell’esenzione

I benefici relativi all’esclusione dal campo IVA per i forfettari

Stai pensando di avviare un’attività per conto tuo ma lo spettro delle tante imposte da pagare ti blocca?

Devi sapere che in Italia esiste la possibilità di lavorare in proprio a condizioni agevoli grazie a un inquadramento fiscale caratterizzato da diversi vantaggi, tra i quali c’è l’esenzione dall’IVA.

In questo articolo ti spiegherò tutto ciò che devi sapere a riguardo.

Come funziona l’IVA nel regime forfettario?

Nel nostro Paese, ogni anno, molte persone scelgono di mettersi in proprio e aprire la Partita IVA per realizzare il proprio sogno nel cassetto; in molti casi, questa decisione è incentivata anche dalla prospettiva di gestire tempo e modalità lavorative a proprio piacimento.

Stai pensando di fare questo passo?

Come forse già saprai, avviare un’attività con Partita IVA comporta la necessità di affidarsi a una figura professionale esperta in materia di fiscalità e di gestione contabile, ovvero il commercialista. Rivolgerti a un professionista serio e capace ti aiuterà a scegliere la soluzione migliore in considerazione di vari fattori; in particolare, una consulenza preliminare con il commercialista sarà utile per decidere quale regime fiscale dovrai adoperare.

Se sei in possesso dei requisiti necessari per l’adozione del regime forfettario – primo fra tutti il rispetto del limite di fatturato di 65.000 € – ti suggerisco caldamente di optare per questa soluzione ricca di vantaggi e agevolazioni. Una delle più importanti riguarda l’IVA. Devi sapere, infatti, che lavorare in proprio con una Partita IVA a regime forfettario avrai diritto all’esenzione totale da questa imposta.

Ciò significa che quando fornirai un servizio o venderai un prodotto, non dovrai applicare l’imposta sul valore aggiunto al tuo compenso, con un grande vantaggio sia per te sia per il tuo cliente. Sì, perché il consumatore finale, non dovendo spendere il 22% (oppure il 10% o il 4% a seconda del prodotto venduto) in più, avrà maggiore convenienza a rivolgersi a te piuttosto che a un tuo concorrente che opera nel regime ordinario o semplificato (che non gode di questa esenzione).

Resta inteso che, così come non potrai addebitare l’IVA in fattura ai tuoi clienti, non potrai nemmeno detrarla dai tuoi acquisti. Ciò non toglie che avrai una situazione di chiaro vantaggio rispetto agli altri tipi di regime fiscale, in virtù di vari aspetti.

Vediamo quali sono…

Leggi anche: Partita IVA da sarta? Perché aprirla nel regime forfettario

Altri vantaggi legati all’esenzione dell’imposta sul valore aggiunto

Dal momento che con la tua Partita IVA forfettaria potrai operare fuori dal campo IVA, sarai automaticamente esonerata/o dai seguenti obblighi correlati a tale imposta:

  • le liquidazioni periodiche;
  • i versamenti;
  • la dichiarazione;
  • la comunicazione annuale.

Non solo. Utilizzando il regime agevolato non dovrai registrare né i corrispettivi né le fatture ricevute ed emesse, sebbene tu sia tenuta/o comunque a conservare e numerare tali documentazioni. Nel regime forfettario potrai approfittare anche dell’esonero dagli studi di settore e dall’obbligo di presentazione dello spesometro, ovvero il resoconto di tutte le operazioni effettuate durante l’anno e certificate da fattura, nota di variazione IVA o bolletta doganale.

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Tutte queste agevolazioni ridurranno notevolmente il carico di lavoro e i costi per il tuo commercialista.

Visto, quanti vantaggi?

Senza considerare, poi, quelli slegati dall’IVA, come l’esonero dalla ritenuta d’acconto, le riduzioni su alcuni versamenti contributivi e, soprattutto, la tassazione più bassa d’Italia.

Ora voglio mostrarti come dovrai compilare una fattura se aprirai una Partita IVA nel regime forfettario.

Esempio di fattura con la Partita IVA a regime forfettario

Prima di indicarti la corretta procedura di compilazione delle fatture, tengo a informarti che chi opera con questo regime fiscale, attualmente, non è obbligato a utilizzare la fatturazione elettronica; pertanto, anche da questo punto di vista, avrai una spesa in meno.

Bene! Vediamo quali sono i dati che non devono mai mancare su questo documento:

  • il numero di emissione, che va ripreso da capo ogni anno;
  • la data di emissione, che va integrata con la data in cui hai prestato il tuo servizio o ceduto dei beni qualora queste due siano diverse;
  • i tuoi dati fiscali e quelli del cliente;
  • la descrizione dei servizi o dei beni venduti, includente la quantità e il prezzo;
  • la segnalazione di eventuali sconti o spese accessorie;
  • il totale della fattura.

In aggiunta a queste diciture, nel regime forfettario è necessario inserire anche quelle relative all’operazione senza l’applicazione dell’IVA, all’eventuale applicazione della marca da bollo e all’operazione non soggetta a ritenuta d’acconto.

Leggi anche: Partita IVA consulente finanziario: come pagare meno tasse grazie al regime forfettario

La prima dicitura ha il compito di comunicare la mancata applicazione dell’IVA, motivandola con l’esenzione a cui si ha diritto; per agire in maniera corretta dovrai scrivere: “Operazione senza applicazione dell’IVA, effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, l. n. 190 del 2014 così come modificato dalla l. n. 208 del 2015 e dalla l. n. 145 del 2018“.

La dicitura “Imposta di bollo da 2 euro assolta sull’originale per importi maggiori di 77,47 euro” è obbligatoria qualora l’importo della tua fattura superi tale cifra. Inoltre, dovrai inserire la voce “Operazione non soggetta a ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell’articolo 1, comma 67, l. n. 190 del 2014 e successive modificazioni” per informare i tuoi clienti su questo esonero.

Una volta inseriti questi dati, la tua fattura sarà pronta per essere emessa.

In conclusione

In questo articolo ti ho voluto esporre gli enormi vantaggi derivanti dall’adozione del regime forfettario in relazione all’IVA. Ma questo regime fiscale è caratterizzato da tanti altri aspetti positivi.

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A presto
Giampiero Teresi

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