Partita IVA dog sitter: questa la scelta più conveniente

Vuoi avviare un’attività di dog sitting? Scopri come farlo in regola e in maniera vantaggiosa

L’apertura di una Partita IVA è un’operazione troppo spesso eseguita in maniera superficiale.

Fare questo passo senza la consapevolezza e le conoscenze necessarie espone al rischio di tralasciare aspetti importanti, e di ritrovarsi a buttare via tempo, salute e soldi.

Stai pensando di metterti in proprio per svolgere un lavoro che ti appassiona?

In questo articolo ti consiglierò come agire per aprire la Partita IVA da dog sitter.

Dog sitter senza Partita IVA? Ecco quando puoi sfruttare la prestazione occasionale

Se ti piacciono gli animali – i cani in particolar modo – è possibile che tu abbia pensato di svolgere una professione sempre più diffusa: il dog sitter.

Quella che fino a pochi anni fa era una figura richiesta soprattutto negli Stati uniti, ultimamente sta riscuotendo un certo successo anche in Italia.

Ti senti tagliato per questo lavoro e ti piacerebbe svolgerlo in regola col fisco?

In questo caso, dovresti diffidare di chi ti dice che puoi farlo senza Partita IVA, utilizzando lo strumento della prestazione occasionale.

Questa opzione, infatti, sarebbe da prendere in considerazione esclusivamente qualora tu prestassi questo servizio saltuariamente.

D’altronde, la prestazione occasionale si chiama così proprio perché è destinata a chi non lavora in maniera continuativa.

Per operare con questo strumento è obbligatorio rispettare il principio di occasionalità, che si basa sull’impossibilità di lavorare per più di 30 giorni in maniera continuativa e di prestare più di un servizio all’anno per lo stesso cliente.

Dunque, se hai intenzione di fare questo lavoro in pianta stabile, dovrai per forza aprire la Partita IVA.

Leggi anche: Quanto tempo serve per aprire una Partita IVA?

Come aprire la Partita IVA: l’importanza del codice ATECO e del regime fiscale

L’apertura della Partita IVA è un’operazione rapida e assolutamente gratuita.

Tuttavia, dal momento che questa decisione implica diverse responsabilità, prima di prendere qualsiasi iniziativa faresti bene a consultare un buon commercialista.

Per ottenere questo codice identificativo ti basterà scaricare un modulo da Internet, il Modello AA9/12.

Al suo interno, ti verranno richiesti i tuoi dati anagrafici e fiscali, nonché la sede della tua attività (può essere anche l’indirizzo di residenza).

Ma, soprattutto, dovrai indicare il codice ATECO e il regime fiscale che intendi adottare.

Questi campi sono particolarmente importanti, in quanto un errore sul primo o una decisione sbagliata sul secondo potrebbero influenzare parecchio la tua attività.

Inserire un codice ATECO errato, ovvero non corrispondente al tipo di attività svolta, ti espone al rischio di incorrere in sanzioni.

Per tua informazione, il codice giusto per l’attività di dog sitter è 96.09.04.

Riguardo al regime fiscale, invece, devi sapere che ci sono tre scelte a tua disposizione:

Per un’attività come quella di dog sitter, il regime forfettario è di gran lunga il più conveniente.

Vediamo perché.

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Partita IVA dog sitter: i principali vantaggi del regime forfettario

Per aprire una Partita IVA a regime forfettario è necessario rispettare alcuni requisiti, tra i quali il più importante è il limite di fatturato annuo di 65.000 €.

L’adozione di questo regime fiscale comporta la possibilità di acquisire diversi benefici.

Per prima cosa, sarai esonerato dall’IVA e dalla ritenuta d’acconto.

Non solo, quindi, percepirai sempre il 100% dei tuoi compensi, ma avrai anche la possibilità di essere più competitivo con le tariffe rispetto ai dog sitter che sono costretti a inserire l’IVA nelle proprie fatture.

Ma i vantaggi non finiscono qui.

Il regime forfettario è caratterizzato da altre semplificazioni contabili e agevolazioni fiscali.

Non dovrai pagare le addizionali comunali e regionali né l’IRAP, non sarai obbligato ad adottare la fatturazione elettronica e sarai esonerato dallo spesometro.

Inoltre, non sentirai mai parlare di modello ISEE e studi di settore.

Grazie a questi vantaggi, avrai meno preoccupazioni, meno spese, e potrai dedicarti con maggiore tranquillità alla cura dei tuoi amici a quattro zampe.

A proposito di spese…

C’è una cosa molto importante che dovresti sapere.

Leggi anche: Cosa serve per aprire la Partita IVA da idraulico? Tutto ciò che devi sapere

Tasse e contributi per un dog sitter nel regime forfettario

Probabilmente l’idea di metterti in proprio e trasformare la tua passione per i cani in un lavoro ti esalta.

Ma, verosimilmente, ti sarai posto il problema di quante tasse dovrai pagare.

Voglio darti una notizia.

Aprendo una Partita IVA forfettaria ti avvantaggerai della tassazione più bassa in Italia.

L’agevolazione fiscale più importante del regime forfettario è proprio quella relativa alle imposte.

A differenza degli altri inquadramenti, in cui si fa riferimento agli scaglioni IRPEF, in questo caso è prevista una flat tax del 15%, da calcolare sul reddito lordo.

Inoltre, per le nuove attività, c’è la possibilità di una riduzione al 5% per i primi cinque anni.

Per determinare l’imponibile, nel regime forfettario non è necessario dimostrare le spese sostenute, dato che vengono dedotte dallo Stato in maniera ipotetica.

In che modo?

Grazie al coefficiente di redditività, un valore percentuale assegnato a tutte le attività.

Per un dog sitter, il coefficiente di redditività è del 67%.

Ciò significa che solo il 67% del fatturato totale sarà soggetto a tassazione, in quanto il restante 33% verrà considerato automaticamente come “costi forfettari”.

Per quanto riguarda i contributi previdenziali, poiché un dog sitter è un professionista senza cassa, dovrai obbligatoriamente iscriverti alla Gestione Separata INPS.

Questa modalità contributiva non include quote fisse, e questo è un bene.

Verserai i tuoi contributi sempre e solo in relazione a quanto fatturerai, in una misura del 25,98%.

In conclusione

Il regime forfettario rappresenta una grande opportunità, ma non tutti riescono a coglierla.

Le leggi italiane sono così ingarbugliate al punto che, spesso, nemmeno i commercialisti riescono a star dietro alle continue modifiche e aggiornamenti, e fanno perdere questa chance ai propri clienti.

Vorresti aprire la tua Partita IVA da dog sitter nel regime forfettario senza commettere errori?

In questo, posso darti una mano.

Da diversi anni, ormai, ho deciso di dedicarmi completamente al regime forfettario e di seguire esclusivamente le attività che operano (o vogliono operare) in questo regime agevolato.

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Ti ricordo che per qualsiasi tipo di considerazione, hai la possibilità di commentare questo articolo.

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A presto
Giampiero Teresi

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