Insegnante di musica con Partita IVA: qual è il regime fiscale migliore

Sei un musicista e vuoi diventare insegnante impartendo lezioni private? Ecco la soluzione più conveniente

Il primo passo che dovresti fare per iniziare a svolgere regolarmente la professione di insegnante di musica come libero professionista è aprire la Partita IVA. Questo, immagino tu lo sappia. Tuttavia, in un sistema fiscale complesso e ingarbugliato come quello italiano, potresti pagare molto caro anche il più banale degli errori o delle sviste.

In questo articolo ti illustrerò come procedere all’apertura della Partita IVA da insegnante di musica e ti parlerò dei vantaggi del regime forfettario.

Come aprire Partita IVA da insegnante di musica

La richiesta del codice numerico che ti consente di operare in proprio va fatta direttamente all’Agenzia delle Entrate mediante la compilazione di un modulo, il modello AA9/12.

In questo modulo scaricabile da Internet dovrai indicare i tuoi dati anagrafici e fiscali, il nome e la sede della tua attività, il codice ATECO correlato al tipo di attività svolta e il regime fiscale che intendi adottare. I campi relativi agli ultimi due aspetti sono indubbiamente i più importanti e, per evitare di commettere errori, ti consiglio di rivolgerti a un bravo commercialista.

Prima di soffermarmi sulla scelta del codice ATECO e del regime fiscale, ci tengo a dirti che l’apertura della Partita IVA è un’operazione gratuita e dalle tempistiche brevi. A prescindere dal metodo che utilizzerai per inoltrare la pratica – che può essere processata online dal sito dell’ente, inviata tramite raccomandata o presentata direttamente allo sportello dell’ufficio territoriale della tua città – la tua nuova Partita IVA verrà attivata entro pochi giorni e potrai iniziare a lavorare.

Ma ora voglio spiegarti perché i quadri del modello AA9/12 riservati alla scelta del codice ATECO e del regime fiscale sono cruciali per lo svolgimento del tuo mestiere.

Leggi anche: Regime forfettario e collaboratori esterni: come funziona?

Codice ATECO e regime fiscale per un musicista insegnante

Il codice ATECO è un codice che lo Stato ha assegnato a tutte le attività lavorative svolgibili con Partita IVA. Poiché ne esistono tantissimi, inserire quello corretto non è del tutto scontato; il guaio è che, se durante un controllo dovesse emergere un errore in tal senso, dovrai pagare una multa salatissima.

Pertanto, onde evitare problemi, assicurati di inserire il codice giusto per la tua attività nella sezione del modulo dedicata a questa scelta. Per fugare i tuoi dubbi, ti informo che il codice ATECO corretto per dare lezioni private di musica è: 85.52.09.

In merito al regime fiscale, invece, devi sapere che si tratta dell’insieme di regole e oneri gestionali e fiscali a cui dovrai fare riferimento. In Italia, ne esistono tre:

  • il regime ordinario;
  • il regime semplificato;
  • il regime forfettario.

Probabilmente ti stai domandando quale sia il più conveniente per chi apre una nuova Partita IVA. Beh, in questo caso c’è poco spazio per i dubbi: aprire una Partita IVA forfettaria è indiscutibilmente la soluzione più vantaggiosa. Vediamo perché.

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I vantaggi gestionali del regime forfettario per un insegnante di musica

L’apertura di una Partita IVA a regime forfettario consente di usufruire di una serie di agevolazioni e semplificazioni fiscali e contabili. Tuttavia, è giusto che tu sappia che l’adozione di questo regime fiscale è vincolata al possesso di alcuni requisiti, il principale dei quali è il rispetto del limite di fatturato annuo di 65.000 €.

Tra le agevolazioni fiscali più importanti del regime forfettario – a parte la tassazione, di cui ti parlerò in maniera dettagliata a breve – c’è l’esenzione dall’IVA. Non solo non dovrai registrare le tue fatture, presentare la dichiarazione annuale e versare le liquidazioni periodiche, ma avrai anche un notevole vantaggio concorrenziale sugli altri insegnanti privati; chi vuole imparare a suonare uno strumento, infatti, rivolgendosi a te risparmierà il costo dell’IVA.

Ma non finisce qui!

Adottando il regime agevolato potrai godere anche di altri vantaggi come:

  • l’esenzione dalla ritenuta d’acconto;
  • l’esenzione dal versamento delle addizionali comunali e regionali;
  • l’esonero dalla fatturazione elettronica;
  • l’esenzione dal pagamento dell’IRAP;
  • l’esonero dallo spesometro;
  • l’esonero dagli studi di settore e dalla presentazione del modello ISEE.

Grazie a queste semplificazioni e agevolazioni risparmierai tempo prezioso che potrai dedicare al tuo lavoro; ma, soprattutto, risparmierai tanti, ma tanti soldi! E, a tal proposito, immagino che tu non veda l’ora di scoprire quali sono i vantaggi relativi alla tassazione. Ora te ne parlo.

Leggi anche: Partita IVA archeologo: i vantaggi di aprirla nel regime forfettario

Tasse e contributi per un insegnante di musica forfettario

Se stai pensando di aprire Partita IVA per impartire lezioni private di musica, è probabile che tu voglia sapere quante tasse pagherai. Devi sapere che la tassazione prevista nel regime forfettario è la più bassa d’Italia, nonché tra le più basse in Europa.

A differenza di quanto accade nei regimi fiscali tradizionali, in cui sei tenuto a versare le imposte in base al reddito prodotto, nel forfettario l’aliquota sarà sempre uguale. Pagherai il 5% sul reddito lordo per i prime cinque anni di attività, mentre dal sesto anno in poi la flat tax salirà al 15%.

Un’altra caratteristica distintiva di questo regime fiscale è il calcolo dell’imponibile, che non avviene deducendo i costi aziendali bensì facendo riferimento al coefficiente di redditività. Di cosa si tratta? Sostanzialmente di un valore percentuale che lo Stato attribuisce a ogni codice ATECO. Nel tuo caso, in quanto libero professionista, il coefficiente di redditività è del 78%. Ciò significa che pagherai le tasse sul 78% del tuo fatturato totale annuo.

Mettendoti in proprio dovrai provvedere anche al versamento dei contributi pensionistici. Dal momento che non esiste una cassa previdenziale di riferimento per la tua professione, dovrai obbligatoriamente iscriverti alla gestione separata INPS. L’aspetto positivo di questo modello contributivo è l’assenza di una quota fissa, presente, invece, nella maggior parte delle casse previdenziali (inclusa la gestione artigiani e commercianti INPS).

Pertanto, verserai i tuoi contributi sempre e solo in base al tuo reddito lordo in una misura del 26,23%.

In conclusione

Con questo articolo spero di averti dato informazioni utili circa l’apertura della Partita IVA e l’adozione del regime forfettario. Vuoi iniziare a svolgere la professione di insegnante di musica e hai bisogno di informazioni più dettagliate sugli aspetti fin qui trattati?

Fantastico! Io posso darti una mano. Sono un dottore tributarista specializzato nel regime agevolato e offro un servizio di consulenza online dedicato a chi desidera adottarlo per la propria attività in proprio.

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A presto
Giampiero Teresi

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