IRAP nel regime forfettario: ecco perché non pagherai l’imposta

L’esenzione dal versamento di questa tassa è uno degli aspetti che rendono il regime fiscale agevolato così conveniente

Se vuoi lavorare in proprio in Italia, sapere quali tasse dovrai pagare è fondamentale.

Avviare un’attività pensando solo ai potenziali guadagni, ma ignorando gli adempimenti fiscali e contabili, equivale a esporsi a rischi che potrebbero pregiudicare pesantemente il tuo futuro. Sapevi, ad esempio, che in Italia esiste un modo per pagare meno tasse in maniera assolutamente legale?

In questo articolo ti parlerò dell’IRAP, un’imposta che – se adotterai il regime forfettario – non sarai tenuta/o a pagare.

Cos’è l’IRAP e chi è soggetto a questa imposta

Qualunque sia la tua qualifica professionale o il tuo mestiere, è possibile che tu stia valutando l’idea di aprire una Partita IVA e svolgere la tua professione in proprio. Naturalmente, presumo che, prima di prendere una decisione definitiva, tu stia sondando il terreno su Internet per capire quali potrebbero essere i vari adempimenti a cui dovrai ottemperare.

Dal momento che molte informazioni presenti nel web potrebbero essere non aggiornate o inesatte, il mio suggerimento è di non basare le tue scelte future esclusivamente su ciò che trovi durante le tue ricerche online, bensì di appoggiarti a un bravo commercialista.

Ad ogni modo, tra le varie informazioni che stai cercando, sono pressoché certo che il capitolo ‘tasse’ sia al centro della tua indagine.

Ho indovinato, vero?

Una delle imposte che i possessori di Partita IVA sono tenuti a versare al fisco è l’IRAP, ovvero l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive. Si tratta, come avrai potuto intuire, di una tassa regionale che ogni impresa, libero professionista, ditta individuale ed ente pubblico deve versare sul reddito dell’anno precedente. L’aliquota di tale imposta varia in base alla regione e al tipo di attività.

Ma, perché si paga questo tributo all’Agenzia delle Entrate?

L’IRAP è una tassa sul valore della produzione, e la maggior parte del ricavato viene utilizzato per finanziare i servizi pubblici della sanità.

Leggi anche: Partita IVA ostetrica: perché dovresti optare per il regime forfettario

In questo periodo si parla tanto di una possibile abolizione dell’imposta, ma in realtà la questione è ancora oggetto di discussione. Quello che è certo, invece, è che alcune realtà imprenditoriali non sono tenute a versarla.

Vediamo quali.

L’esenzione dal pagamento dell’IRAP nel regime forfettario

Alcune categorie, come, ad esempio, le attività operanti nel settore dell’agricoltura e della pesca, godono dell’esenzione dal pagamento dell’IRAP. Ma, se non fai parte di queste? Sarai sempre tenuta/o a pagare questa imposta?

Beh, non è detto!

Se sei in possesso di tutti i requisiti per poter aprire una Partita IVA a regime forfettario, avrai diritto a tante agevolazioni fiscali, tra cui, appunto, l’esenzione dall’IRAP.

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Tra i requisiti più importanti per usufruire di questo e di tanti altri vantaggi, come l’esenzione dall’IVA e dalla ritenuta d’acconto, ci sono:

  • il rispetto del limite di fatturato annuale di 65.000 €;
  • il rispetto del limite di spese sostenibili per dipendenti e collaboratori di 20.000 € all’anno;
  • il rispetto del limite reddituale di 30.000 per eventuali entrate da lavoro subordinato.

Dal punto di vista fiscale, aprire una Partita IVA forfettaria assicura un’altra esenzione, ovvero quella dalle addizionali regionali e comunali. Ora, è possibile che tu ti stia domandando per quale motivo, operando all’interno di questo regime fiscale, si venga esentati da tributi così importanti.

La risposta è da ricercarsi in un sistema di tassazione costruito ad hoc.

Come avviene il calcolo delle tasse nel regime forfettario

A coloro i quali adottano il regime forfettario non è richiesto il versamento né dell’IRAP né delle addizionali regionali e comunali per un motivo molto semplice: tutti gli adempimenti fiscali sono inclusi in un’unica imposta. Questa flat tax prevede un’aliquota del 15% da versare sul fatturato lordo, con la possibilità di una riduzione al 5% per i primi cinque anni in caso di apertura di una nuova Partita IVA.

Per chiarire meglio la questione, adottando il regime ordinario o semplificato dovrai:

  • versare l’IRAP, nella percentuale prevista dalla tua regione per il tuo settore;
  • versare le addizionali comunali e regionali IRPEF;
  • le imposte sul reddito, che vanno dal 23% al 43% in base agli scaglioni IRPEF.

Adottando il regime forfettario, invece, tutti questi tributi verranno accorpati. Piuttosto conveniente, non credi?

Tra l’altro, scegliendo di adoperare questo regime fiscale, non dovrai dedurre le spese gestionali; lo Stato, infatti, per semplificare il calcolo delle tasse, ha introdotto un sistema semplice e rapido. Per ogni tipologia di attività esiste un coefficiente di redditività in base al quale l’imponibile viene determinato su base forfettaria.

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Facciamo un esempio.

Ipotizziamo che la tua attività debba far riferimento a un coefficiente di redditività del 67%. Se il tuo fatturato totale annuo sarà di 40.000 €, per sapere su quale cifra dovrai versare il 5% o il 15% di imposte non dovrai calcolare la differenza tra le entrate totali e le spese, bensì ti sarà sufficiente moltiplicare i tuoi ricavi per il coefficiente di redditività.

In questo caso, l’imponibile soggetto a tassazione sarà 26.800 € (40.000 x 67%). E gli altri 13.200 €? Quelli saranno automaticamente esclusi dalla tassazione poiché lo Stato ipotizza che, durante l’anno, tu abbia sostenuto delle spese equivalenti a tale importo.

In conclusione

Insomma, avrai certamente capito che avviare un’attività con Partita IVA a regime forfettario include semplificazioni e agevolazioni di rilievo. Tuttavia, non puoi pensare di fare un passo così importante senza prima verificare che questa sia la soluzione adatta a te e, soprattutto, senza avere la certezza che tu possa effettivamente adoperare questo regime fiscale.

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A presto
Giampiero Teresi

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