Partita IVA videomaker

Partita IVA videomaker: ecco la scelta migliore per questo libero professionista

Il regime fiscale più vantaggioso per svolgere questa attività

Fare il videomaker in proprio potrebbe essere difficile quanto vedere Quentin Tarantino filmare un matrimonio. (No, il massacro ai due pini in “Kill Bill: Volume 2″ non è classificabile come ‘filmino di un matrimonio’!)

Aprire una Partita IVA in Italia nasconde mille insidie, e fare una mossa sbagliata comporta il dover affrontare situazioni snervanti e vedere il frutto del proprio lavoro volatilizzarsi in IVA, tasse, e chi più ne ha più ne metta.

In questo articolo ti spiegherò come procedere per svolgere questa professione in regola col fisco senza pagare troppe tasse.

Partita IVA da videomaker: come aprirla scegliendo il codice ATECO e il regime fiscale corretto

Se hai sempre avuto la passione per il cinema, la televisione e, in tempi più recenti, per i social media, è possibile che tu abbia scelto di intraprendere una carriera da videomaker. Insomma, tenere in mano la telecamera e sbizzarrirti al computer nel montaggio dei video è ciò che ti rende felice, ed è ipotizzabile che tu stia riflettendo sull’opportunità di avviare un’attività tutta tua.

Beh, per farlo sarai obbligato/a ad aprire la Partita IVA.

Prima di prendere una decisione così importante, ovviamente, ti suggerisco di prendere in considerazione diversi aspetti; in questo, un bravo commercialista ti sarà senz’altro di grande aiuto. Non mi riferisco soltanto alla valutazione della sostenibilità di un’attività, ma anche ad alcuni aspetti fondamentali in fase di apertura della Partita IVA.

Sì, è vero che l’operazione in sé non ha nulla di complicato, dato che per ottenere un numero di identificazione fiscale è sufficiente scaricare un modulo da Internet (il modello AA9/12), compilarlo e inoltrarlo all’Agenzia delle Entrate; devi considerare, però, che durante la compilazione potresti incontrare dei campi in cui ti vengono chieste informazioni che tu potresti non conoscere adeguatamente.

Un esempio tipico? Il codice ATECO! Tante persone inseriscono nel modello AA9/12 un codice ATECO inappropriato per l’attività che poi effettivamente andranno a svolgere. Sai cosa comporta tutto ciò? Una bella multa in caso di controlli da parte delle autorità competenti.

Leggi anche: Agevolazioni nel regime forfettario: ecco le più importanti

Per svolgere l’attività di videomaker, ad esempio, potresti utilizzare il codice ATECO 74.20.19 o 59.11.00; dipende dal tipo di lavoro svolto. Ma la scelta del codice ATECO non è l’unica ragione per la quale dovresti rivolgerti a un professionista.

Un’altra decisione importante che dovrai prendere quando aprirai la Partita IVA sarà quella relativa al regime fiscale che adopererai, e non vi è dubbio alcuno sul fatto che la scelta più conveniente sia quella della Partita IVA forfettaria.

I vantaggi gestionali del regime forfettario per questo libero professionista

Per adottare il regime forfettario è richiesto il rispetto di alcuni parametri, i più importanti dei quali sono:

  • il rispetto del limite di fatturato di 65.000 € annui;
  • il rispetto di un tetto di spese per dipendenti e collaboratori di 20.000 € all’anno;
  • il rispetto di un limite reddituale di 30.000 € per eventuali entrate da lavoro subordinato.

Il possesso dei requisiti richiesti apre le porte all’utilizzo di questo regime fiscale, caratterizzato da diverse agevolazioni fiscali e contabili.

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La più importante è senza dubbio quella riguardante la tassazione, ma te ne parlerò in maniera approfondita nel prossimo paragrafo. Ciò non toglie che anche quelle che sto per elencarti contribuiscano a rendere la Partita IVA a regime forfettario una scelta favorevole.

All’interno di questo regime fiscale avrai diritto a:

  • l’esenzione dall’IVA e dalla ritenuta d’acconto;
  • l’esonero dalla fatturazione elettronica;
  • l’esenzione dal versamento dell’IRAP;
  • l’esonero dalla presentazione dello spesometro e del modello ISEE;
  • l’esenzione dalle addizionali comunali e regionali.

Tutte queste agevolazioni e semplificazioni ti permetteranno di svolgere la tua professione con maggiore serenità e, soprattutto, di risparmiare tanti soldi.

Quante tasse e contributi paga un professionista del montaggio dei video

Se questo articolo fosse un film, quello che sta per arrivare sarebbe il momento clou; come ti ho già anticipato, la tassazione è l’aspetto più vantaggioso del regime forfettario.

A differenza del regime ordinario e semplificato, in cui è necessario far riferimento agli scaglioni IRPEF, nel regime forfettario esiste un’unica aliquota del 15% che, per le nuove attività, può essere ridotta al 5% per i primi cinque anni. Niente male, eh?

Adoperando questo inquadramento fiscale potresti svolgere il tuo lavoro di videomaker con la tassazione più bassa d’Italia e tra le più basse d’Europa.

Una particolarità del regime forfettario, inoltre, è rappresentata dal fatto che per calcolare l’importo soggetto a tassazione non dovrai dedurre le spese e non dovrai nemmeno dimostrarle: lo Stato, infatti, le ipotizza in maniera forfettaria mediante il coefficiente di redditività. A ogni attività è stata assegnata una percentuale di redditività tramite la quale si calcola l’imponibile soggetto a tassazione sulla base del fatturato totale.

Leggi anche: IVA nel regime forfettario: tutti i vantaggi dell’esenzione

Per fare un esempio semplice, ipotizziamo che tu, durante il primo anno di attività, dovessi fatturare 20.000 €; dal momento che il tuo coefficiente di redditività è del 78%, ti basterà moltiplicare i tuoi ricavi per questa percentuale per determinare l’importo sul quale dovrai versare le imposte, che in questo caso corrisponderebbe a 15.600 €. E i restanti 3.400 €? Beh, quelli vengono esclusi dalla tassazione perché lo Stato ipotizza che tale importo corrisponda alle tue spese di gestione.

Facile, no?

Se deciderai di lavorare in proprio come videomaker, oltre a pagare le tasse, dovrai provvedere anche al versamento dei tuoi contributi pensionistici. Avviando questa attività come libero professionista, sarai obbligato/a a iscriverti alla gestione separata INPS, che prevede il versamento di una quota contributiva pari al 25,98% del tuo fatturato lordo.

L’aspetto vantaggioso della gestione separata è che essa non prevede alcun costo fisso: verserai i tuoi contributi sempre e solo in rapporto a quanto fatturerai, cosa che invece non accade, ad esempio, a chi è obbligato a iscriversi alla gestione artigiani e commercianti INPS.

In conclusione

Dopo aver letto questo articolo, certamente avrai capito quanto grandi siano i vantaggi derivanti dall’adozione del regime forfettario.

Tuttavia, se desideri svolgere la professione di videomaker con Partita IVA, sarai curioso/a di avere maggiori informazioni riguardo ai requisiti e alle regole che bisogna rispettare per poter adoperare questo regime fiscale. Nessun problema. Ci sono qua io!

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A presto
Giampiero Teresi

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