Organizzare eventi e spettacoli ed essere in regola col fisco: ecco come farlo.
Hai lavorato per anni presso un’agenzia di organizzazione eventi e stai pensando di metterti in proprio?
Davanti ad un’eventualità simile è molto probabile che ti sia posto il dilemma sulla necessità di aprire una partita iva. Niente di strano che abbia cercato informazioni su come aprire una partita iva online ma non abbia trovato risposte chiare sul tuo settore specifico.
In questo articolo tratteremo l’argomento in maniera verticale per chiarirti tutte le opportunità di esercitare in proprio la professione di organizzatore di eventi e spettacoli così come di feste e cerimonie.
Mettiti comodo e buona lettura!
La Prestazione Occasionale per un organizzatore di eventi.
L’attività di organizzazione di eventi culturali, musicali o di qualsiasi tipo è abbastanza impegnativa ma dà grandi soddisfazioni. Naturalmente per poterla esercitare con la certezza di essere in regola col fisco è necessario conoscere come è regolamentata.
Diciamo che non sempre è obbligatorio aprire una partita iva per potersi occupare di questo business. Infatti, qualora tu svolgessi o intendessi svolgere questo genere di attività a determinate condizioni, ti sarebbe sufficiente sfruttare uno strumento denominato Prestazione Occasionale.
Le condizioni a cui sei tenuto a sottostare sono però molto astringenti:
- durante l’anno non potrai prestare servizi più di una volta allo stesso cliente;
- non potrai esercitare la tua attività per più di 30 giorni consecutivi;
- ma soprattutto non potrai assolutamente eseguire alcuna attività di promozione e pubblicità. Ti sarà preclusa quindi la possibilità di stampare volantini o brochure, di creare una pagina Facebook o un sito internet.
Utilizzando questo percorso non sarai tenuto a emettere fattura ai tuoi committenti ma dovrai rilasciare una ricevuta, dalla quale però verrà trattenuto il 20% del tuo compenso sotto la voce di ritenuta d’acconto.
Cosa significa?
Sostanzialmente il tuo committente tratterrà il 20% dell’importo della tua prestazione e si farà carico dell’onere di versarlo al fisco come anticipazione sulle tue imposte.
Naturalmente ti renderai conto che per una professione come questa le limitazioni della prestazione occasionale sono davvero estreme se intendi fare di questa la tua attività principale.
Qualora non potessi rispettarle sarai comunque obbligato ad aprire una partita iva.
Leggi anche: Partita iva per servizi alle imprese: come funziona e quali sono le differenze rispetto alla prestazione occasionale
Come aprire partita iva per attività di organizzazione eventi.
Poiché svolgo da diversi anni l’attività di commercialista online e mi sono specializzato nella consulenza per il regime forfettario, ci tengo a chiarirti da subito che l’apertura della partita iva è un procedimento semplice, veloce e privo di costi.
Ti sarà sufficiente infatti compilare un modulo chiamato Modello AA9/12, che potrai trovare sia online che rivolgendoti a me.
In questo modulo dovrai indicare i tuoi dati personali e fiscali, la sede della tua attività (che può tranquillamente coincidere con la tua residenza), il codice Ateco che identifica il tipo di attività che intendi svolgere (nel caso dell’organizzazione di eventi, in cui rientra anche la professione di wedding planner, è 96.09.05).
Ma un altro dato che dovrai compilare è relativo al regime fiscale che sceglierai. Questo farà la differenza su tanti aspetti della tua futura attività. Nel regime ordinario sarai legato a diversi aspetti gestionali complessi e ad un’aliquota IRPEF compresa tra il 23% e il 43%.
Lascia che ti introduca gli aspetti positivi che ti garantirebbe l’apertura di una partita iva nel regime forfettario.
Piccola parentesi: potrebbe interessarti il mio nuovo libro.
Si chiama Regime Forfettario 2020 ed è un manuale che ti spiegherà tutto ciò che devi necessariamente sapere prima di aprire la tua Partita IVA. Ti spiegherò anche come risparmiare migliaia di Euro in tasse ogni anno. È in vendita esclusivamente su Amazon sia in versione cartacea (15,50 Euro) sia in versione Ebook (9,90 Euro)
Aspetti fiscali e previdenziali del regime forfettario per organizzazione eventi.
In altri articoli del mio blog ho parlato in maniera dettagliata dei requisiti necessari ad aderire a questo regime fiscale agevolato.
In questa sede ti voglio parlare principalmente dei benefici a cui avresti accesso, tuttavia premettendo che il requisito fondamentale è quello del rispetto di un limite di fatturato annuale, fissato a 65.000 €.
Uno dei grandi vantaggi della partita iva forfettaria è rappresentato dall’esonero dall’iva e dalla ritenuta d’acconto. Ciò significa che nelle tue fatture il tuo compenso sarà sempre effettivo e questo ti garantisce maggiore competitività rispetto ai tuoi concorrenti in regime ordinario.
In assenza di iva naturalmente non sarai legato alle liquidazioni periodiche e ad altre seccature gestionali come:
- registrazione delle fatture;
- invio dello spesometro;
- studi di settore;
- pagamento IRAP.
Ma veniamo al clou!
Uno dei più grandi vantaggi del regime forfettario è quello della tassazione, tra le più basse in Europa e la più conveniente in Italia. Infatti le aliquote sono del 5% sull’utile durante i primi 5 anni di attività e vanno poi a salire al 15% dal sesto anno in poi.
Ora vediamo come si calcolano le imposte.
Nel regime forfettario non andrai a scaricare i costi effettivi che dovrai sostenere durante l’anno, ma sarai legato al coefficiente di redditività che lo Stato ha stabilito per la tua tipologia di attività.
Nel tuo caso questo indice è del 67%. Cosa significa?
Ipotizziamo che tu fatturi 10.000 € durante il primo anno.
A prescindere da quali costi avrai sostenuto, lo Stato stabilisce che dal tuo fatturato andranno scalati 3.300 €, ovvero il 33% del totale. Una volta scorporati questi costi forfettari, dovrai calcolare le imposte da pagare sul tuo coefficiente di redditività del 67%, e quindi su 6.700 €.
Veniamo ora ai contributi.
Poiché gli organizzatori di eventi non hanno un albo di appartenenza, dovrai iscriverti alla Gestione separata INPS. Il vantaggio in questo caso sta nel fatto di non dovere versare quote fisse per i contributi, ma bensì andrai a versare il 25,72% sul tuo fatturato lordo.
Quindi i versamenti per i contributi saranno sempre relazionati al tuo volume di affari.
Leggi anche: Partita iva Youtuber: Come regolarizzare sfruttando il regime agevolato per pagare meno tasse
Il commercialista per l’organizzazione eventi nel regime forfettario.
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Ti ricordo che per qualsiasi tipo di considerazione hai la possibilità di commentare questo articolo.
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A presto
Giampiero Teresi
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