Partiva Iva Personal Trainer. Come aprire la Partita IVA aprire e quale aprire?

Partiva Iva Personal Trainer. Come aprire la Partita IVA aprire e quale aprire? Quale Regime Fiscale è più conveniente? Come poter risparmiare migliaia di Euro in tasse e Contributi Previdenziali? Ho analizzato tutte le casistiche in questo articolo

Negli ultimi giorni mi hanno scritto molti Personal Trainer per informazioni su come aprire la propria Partita IVA, e quale Regime Fiscale scegliere. Con l’ occasione ho voluto approfondire l’ argomento scrivendo questo articolo

Negli ultimi anni la categoria dei Personal Trainer è cresciuta tantissimo. Tanta gente sente il bisogno di essere seguita nel proprio allenamento da un Personal Trainer di fiducia. Una figura Professionale che segue pianifica il tuo allenamento, segue i tuoi progressi e corregge i tuoi errori è essenziale per tutti gli atleti professionisti e non, che vogliono ottenere risultati concreti dal proprio allenamento

Si è sviluppata notevolmente nell’ ultimo periodo anche la figura del Personal Trainer on.line. Questi Professionisti riescono a sviluppare programmi di allenamento altamente personalizzati e riescono a seguire l’ allenamento dell’ atleta esclusivamente On.line

Tutti loro però si ritrovano ad avere i medesimi dubbi. Come aprire la Partita IVA da Personal Trainer? Quale Regime Fiscale scegliere?

Inizierei subito con una netta distinzione

Tutti i Personal Trainer, gli Sportivi Professionisti, gli Allenatori, i Preparatori, i Direttori tecnico-sportivi nell’ ambito delle discipline del CONI hanno l’ obbligo di iscriversi alla Cassa di Previdenza ENPALS

Tutti i Personal Trainer, i Preparatori, gli Allenatori, gli Istruttori, i Personal Trainer on.line che lavorano con clienti Privati o in Palestre e centri di allenamento non hanno necessità di iscriversi all’ ENPALS.

Dovranno quindi iscriversi alla Gestione Separata INPS, ma vediamo dopo di cosa si tratta

Posso utilizzare la Prestazione Occasionale?

Primo errore: tantissimi Personal Trainer utilizzano la Prestazione Occasionale per fatturare ai loro clienti/aziende

Nulla di più sbagliato!

Nel web ho trovato tantissimi articoli che invitano Professionisti e Freelance ad utilizzare la Prestazione Occasionale per redditi fino a 5.000 Euro. E’ un errore da non fare!

Adesso sfatiamo un mito. Se vi hanno suggerito che non è necessario aprire la Partita IVA fino a quando non avrete superato il reddito di 5.000 Euro annui, ma vi basterà lavorare con la Prestazione Occasionale, avete a che fare con il Professionista sbagliato.

Al contrario, se vi hanno raccomandato che è obbligatorio aprire la Partita IVA una volta superato il reddito di 5.000 Euro annuali, è una cavolata ancora più grossa

E allora, qual è la regola che impone o meno l’ apertura della Partita IVA e la conseguente possibilità di lavorare con la Prestazione Occasionale?

Di sicuro non il Reddito annuo, ma bensì 2 Principi, il Principio di Abitualità ed il Principio di Continuità

In parole povere, ciò che ti obbligherà o meno all’ apertura della tua Partita IVA non sarà mai quanto fatturi, ma piuttosto quanto tempo impieghi nel tuo lavoro durante l’anno.

Mi spiego meglio.

Se ad esempio tu dovessi svolgere un lavoro Professionale da Personal Trainer UNA TANTUM, e grazie ad esso realizzare un guadagno di 7.000 Euro, non avresti l’ obbligo di aprire la Partita IVA, nonostante la cifra superiore a 5.000 Euro, in quanto verrebbe meno il Principio di Continuità (hai lavorato ed incassato una sola volta, UNA TANTUM)

Ipotizziamo il caso in cui questo lavoro invece fosse di poche ore al mese ma continuativo nell’ anno.
Ipotizziamo dunque che questo lavoro generasse 100 Euro al mese (dunque 1.200 Euro annui). Avresti bisogno di aprire la tua Partita IVA?
La risposta è SI, avrai l’ obbligo di aprire una Partita IVA, anche se fatturai solo 1.200 Euro all’ anno, perchè da parte del Fisco il tuo lavoro sarà interpretato come lavoro Abituale, verrebbe meno dunque il concetto di Occasionale.

Ti sembra tutto un pò troppo complicato? Sono a tua disposizione per una Consulenza Gratuita. Puoi richiederla direttamente sul mio sito www.regime-forfettario.it

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Abbiamo capito che la Prestazione Occasionale non è utilizzabile per lavorare come Personal Trainer

Qual’ è la strada più conveniente allora per poter lavorare come Personal Trainer in regola con il Fisco?

Di sicuro l’ apertura della Partita IVA nel Regime Forfettario.

Ti hanno detto che aprire una Partita IVA è dispendioso, ed ogni anno dovrai pagare tanti soldi?

Come funziona la Partita IVA nel Regime Forfettario per i Personal Trainer

Sfatiamo un’ altro mito. Aprire una Partita IVA nel Regime Forfettario per un Personal Trainer è GRATIS. Mantenerla aperta negli anni è GRATIS

Il Regime Forfettario è il Regime fiscale più conveniente in vigore negli ultimi anni. Ma voglio elencarti subito quali sono i suoi vantaggi:

  • Non ha IVA
  • Ha le tasse più basse
  • Non avrai Ritenuta d’ Acconto
  • Contabilità Semplificata

Andiamo per gradi:

NON HA IVA – Esattamente, il Regime Forfettario è esente IVA. Significa che, nelle tue fatture non dovrai aggiungere il 22% di IVA in più. Il risultato sarà che sarai molto più competitivo rispetto ai tuoi concorrenti che dovranno emettere fatture con IVA e quindi costeranno il 22% in più ai clienti. Essere esente IVA ti esonererà dall’ obbligo di effettuare la dichiarazione IVA trimestrale e la dichiarazione IVA annuale. Un po’ di rotture in meno, insomma!

HA LE TASSE PIU’ BASSE – Vero, il Regime Forfettario ha le tasse più basse d’ Italia (ed anche d’ Europa!). Pagherai una tassazione IRPEF (detta Imposta Sostitutiva) pari al 5% (per i primi 5 anni, dal sesto anno diventerà 15%). Non pagherai più l’IRAP (un altro 3,9% risparmiato). Nessun Regime Fiscale ha le tasse così basse. Immagina che il Regime Ordinario (come tutti gli altri regimi) paga le tasse secondo gli scaglioni IRPEF. Bene, il primo scaglione IRPEF per redditi da 0 a 18.000 Euro è pari al 23%!
5% contro 23% dunque..

NON AVRAI RITENUTA D’ACCONTO – Il Regime Forfettario, oltre ad essere esente IVA, è esente anche dalla fastidiosissima Ritenuta d’ Acconto. Fino ad ora tutti i Professionisti, sia titolari di Partita IVA sia coloro che hanno lavorato con Prestazione Occasionale, hanno dovuto inserire una Ritenuta d’Acconto del 20% sulle loro fatture. In pratica, con la Ritenuta d’ Acconto, su una fattura di 100 Euro, un Professionista ne riceve soltanto 80 e 20 Euro vengono trattenuti dal cliente e versati allo Stato tramite Modello F24 come anticipazione delle tasse del Professionista.
Bene, con il Regime Forfettario non si dovrà inserire nessuna Ritenuta d’ Acconto. Ne consegue che quella fattura da 100 euro nel nostro caso verrà incassata totalmente!

CONTABILITA’ SEMPLIFICATA – Oltre ai grandi vantaggi economici, il Regime Forfettario ha tante semplificazioni contabili. Abbiamo già visto che non sarà necessario inviare la dichiarazione IVA trimestrale e annuale. Stessa cosa per gli Studi di Settore. Inoltre non ci sarà più l’ obbligo di registrazione di fatture e corrispettivi, ma rimane obbligatoria solo la loro conservazione e numerazione. Niente più elenchi Clienti/Fornitori. Tante, ma tante rotture in meno!

La vita però non è tutta rose e fiori. Oltre a tutti questi grandi vantaggi ci sono anche degli Obblighi.

L’ obbligo più importante è non superare i 30.000 Euro di fatturato annuo.

E se supero i 30.000 Euro annui cosa succede?

Succede che innanzitutto stai andando benino, e comunque bisogna ipotizzare 2 casi
Se fatturi dai 30.000 ai 45.000 Euro annui sarai costretto ad uscire dal Regime Forfettario l’ anno successivo (ed andrai nel Regime Ordinario, quello con l’ IVA per intenderci)
Se fatturi oltre i 45.000 Euro annui è un casino! Sarai obbligato ad uscire dal Regime Forfettario nello stesso anno, con l’ obbligo di rettificare tutte le fatture già emesse, inserendo l’ iva, e inviarle nuovamente ai tuoi clienti (sperando che non l’ abbiano già portata in contabilità

Dunque, se hai la possibilità di superare i 45.000 Euro di Fatturato in un anno NON APRIRE ASSOLUTAMENTE Il Regime Forfettario!
Ok, tutto molto bello. Ma dunque, in soldoni, quante tasse pagherà un Personal Trainer sulle proprie fatture?

Forse è meglio analizzarlo con un esempio

Ipotizziamo un fatturato di 20.000 Euro annuo. Quante tasse pagheremo sul nostro fatturato?

Il primo passo sarà quello di calcolare il nostro Reddito Netto

Il Reddito Netto sarà dato dalla differenza tra il nostro fatturato annuale (20.000 Euro appunto) meno i nostri COSTI. Nel Regime Forfettario i costi sono decisi in modo forfettario dallo Stato (ecco perché si chiama così) e nel caso dei Professionisti corrispondono al 22% del fatturato

Cosa significa? Significa che, su una fattura di 100 Euro, lo stato ci riconoscere il 22% di costi che non verranno tassati, applicheremo dunque la nostra tassazione solo sul 78% del fatturato. La nota positiva è che i costi ci saranno attribuiti sia se saranno da noi realmente effettuati, ma anche nel caso in cui non sosterremo alcuna spesa per realizzare il nostro fatturato. Spese forfettarie appunto
Per cui, nel nostro esempio il Reddito Netto sarà pari a 15.600 Euro (il 78% del fatturato)

Su questo, dunque, calcoleremo la tassazione (Imposta Sostitutiva) del 5% che sarà pari a 780 Euro (il 5% di 15.600 Euro)

NOTA BENE. La percentuale del 5% sarà valida per i primi 5 anni di attività. Dal sesto anno passerà al 15%. Sarà in ogni caso la percentuale più bassa di tutto il panorama italiano.

Come pagherò i Contributi Previdenziali?

Come ti dicevo prima, l’ apertura della Partita IVA come Personal Trainer, ci permetterà l’ iscrizione alla Gestione Separata dell’ INPS

La convenienza della Gestione Separata sta nel fatto che nessun costo fisso annuale è dovuto, e pagheremo l’ INPS solo in percentuale sul fatturato. Immagina ad esempio che gli Artigiani e i Commercianti sono obbligati a pagare i propri Contributi Previdenziali (INPS Gestione Commercianti ed Artigiani) con una quota fissa pari a circa 3.500 Euro annuali

I Commercianti e gli Artigiani, dunque, sono costretti a pagare circa 3.500 Euro all’ anno anche se non fattureranno nulla

E i Personal Trainer?

Nessun costo fisso annuale. I Contributi Previdenziali saranno pagati solo se si fattura, e nella percentuale del 25,72% sul Reddito Netto

Per cui, nel nostro esempio, dovremmo versare il 25,72% su 15.600 Euro.

4.012 Euro quindi

Concludendo, su un fatturato di 20.000 Euro, il nostro Personal Trainer pagherà 780 Euro, e verserà 4.012 Euro di Contributi INPS (non rappresentano in verità una tassa, ma dei versamenti per la nostra futura pensione)

Dal secondo anno in poi la nostra tassazione sarà ancora più bassa! Questo perché dal nostro Fatturato, oltre al 22% di Costi Forfettari, sottrarremo anche i Contributi Previdenziali pagati l’ anno prima. Ne consegue che sia il 5% di Imposta Sostitutiva, sia il 25,72% di Gestione Separata, saranno calcolati su un Reddito Netto ancora più basso!

Come vedi il Regime Forfettario ci permetterà di godere di notevoli vantaggi fiscali. Ma il pregio più grande rimane quello che non avrà nessun costo fisso annuale. Ne consegue che se per un anno non dovessimo fatturare nulla, non verseremo alcuna tassa, e non avremo alcun tipo di spesa

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Adesso però ti voglio parlare del mio Servizio, che sono sicuro riterrai vantaggioso

Come puoi vedere dal mio sito e dal mio blog mi occupo ESCLUSIVAMENTE del Regime Forfettario. Ho deciso di specializzarmi su questo Regime e ne conosco tutte le casistiche.

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Aprirò la tua Partita IVA, aggiornerò la tua Contabilità ed invierò la tua Dichiarazione Fiscale.

Nel canone naturalmente è inclusa la mia assistenza telefonica 365 giorni all’ anno, magari non chiamarmi il giorno di Natale 😀

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Spero che questo articolo ti sia stato utile, e per qualsiasi dubbio contattami pure

A presto
Giampiero Teresi

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Video Regime Forfettario

2 risposte

  1. Secondo il mio modesto parere c’e’un grosso errore in quello che ha scritto dove si parla del superamento del limiti dei 30.000 euro in corso d’anno, quello che lei scrive valeva per il regime dei minimi dove il superamento dei 45.000 portava ad un ricalcolo dell’iva; nei forfettari vai nel regime ordinario dall’ anno successivo lo sforamento dei 30.000 euro senza nessun limite, puoi arrivare anche ad un milione di euro.

    1. Buongiorno Giuseppe. Non c’ è alcuna differenza tra il Regime dei Minimi ed il Regime Forfettario nel superamento dei limiti di fatturato. Anche nel Regime Forfettario al superamento dei 45.000 Euro di fatturato sarà necessario uscire dal Regime nell’ anno in corso e riemettere tutte le fatture inserendo l’ IVA nelle stesse

      Rimango a tua disposizione per qualsiasi dubbio anche al mio numero personale 3286481872

      Giampiero Teresi
      http://www.regime-forfettario.it

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