Quanto dura il regime forfettario? Tutte le risposte che cerchi

Ecco per quanto tempo puoi sfruttare le agevolazioni di questo regime fiscale agevolato

Dall’ormai lontano 2016 il regime forfettario ha rimpiazzato il vecchio regime dei minimi diventando – di fatto – il regime fiscale più vantaggioso d’Italia nonché tra i più convenienti d’Europa. Questo, in virtù delle numerose agevolazioni e semplificazioni riservate alle ditte individuali e ai professionisti in possesso dei requisiti per la sua adozione.

Vuoi sapere se questi vantaggi hanno una scadenza temporale o se, invece, sono illimitati? In questo articolo ti spiegherò tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Quando decade il regime forfettario per una ditta individuale o un professionista?

Sei già titolare di un’attività e ti piacerebbe passare dal tuo regime fiscale attuale a quello agevolato? O, magari, stai pensando di metterti in proprio e ti attrae l’idea di aprire una Partita IVA forfettaria? In entrambi i casi, è probabile che tu voglia sapere per quanto tempo potrai sfruttare i suoi vantaggi, memore del fatto che il regime dei minimi aveva una scadenza.

Beh, sto per darti un’ottima notizia: a differenza del regime fiscale di vantaggio che lo ha preceduto – che aveva un limite temporale di 5 anni o scadeva automaticamente una volta compiuti 35 anni – la Partita IVA a regime forfettario non ha limiti temporali; attenzione, però: questo non significa che, una volta dentro, non esista la possibilità di uscirne.

Devi sapere, infatti, che per poter adoperare il regime forfettario non ci si può esimere dal rispetto dei suoi requisiti di accesso, ai quali occorre restare fedeli nel tempo. Tra quelli principali troviamo il limite di fatturato annuo di 65.000 € e il limite di spese per collaboratori e dipendenti di 20.000 €.

Venendo meno a queste e ad altre linee guida, scatta l’esclusione automatica dal regime forfettario a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo; ipotizzando uno scenario simile, a partire da questa data non potrai più usufruire dei benefici di questo regime fiscale e dovrai passare al regime ordinario o semplificato.

Quindi, in caso di esclusione, non potrò mai più adottarle il regime forfettario con la stessa Partita IVA?

Ma no, questo non l’ho mai detto! Qualora dovesse prospettarsi una simile situazione, nulla ti vieterà di tornare a questo regime fiscale nel momento in cui soddisferai nuovamente i requisiti. Facciamo finta che tu debba abbandonare il regime forfettario a causa di un fatturato superiore a 65.000 €; se nell’anno successivo i tuoi incassi dovessero tornare al di sotto di tale limite e sarai in possesso anche di tutti gli altri requisiti, potrai adottare nuovamente il regime forfettario.

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Quanto dura il regime forfettario con la tassazione al 5%?

Le domande che mi vengono poste più frequentemente in merito al regime agevolato sono quelle relative alla tassazione, uno dei suoi aspetti più vantaggiosi. In particolare, le persone che si rivolgono a me per avere una consulenza fiscale specifica sul regime forfettario sono incuriosite dall’aliquota start up, riservata alle nuove Partite IVA che soddisfano determinati parametri.

Il motivo di tale interesse è la riduzione dell’aliquota dal 15% (peraltro, già molto più bassa rispetto al primo scaglione IRPEF degli altri regimi fiscali) al 5%. No, non sto affatto scherzando: se deciderai di aprire Partita IVA da forfettario e possiederai alcuni requisiti (ad esempio, non devi aver condotto attività d’impresa nei tre anni precedenti e non devi dare continuità a un’attività già svolta in precedenza da dipendente) pagherai solamente il 5% di tasse.

Contrariamente al regime forfettario in sé, però, questa agevolazione ha una durata ben precisa, ossia 5 anni. Una volta trascorso questo lasso di tempo inizierai a pagare le imposte al 15%. Resta inteso che, anche in questo caso, se dovessi violare uno dei requisiti fondanti del forfettario verrai escluso e, se dovessi rientrarci, lo farai con l’aliquota base.

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Quando conviene uscire dal regime forfettario?

Finora ti ho parlato delle eventualità in cui dovresti abbandonare il regime forfettario (o, una sua versione ulteriormente agevolata) per cause di forza maggiore, ovvero l’inadempienza alle norme che lo regolano. Tuttavia, esistono dei casi in cui, pur non venendo meno ai requisiti, potresti avere maggiori benefici uscendo da questo regime fiscale piuttosto che rimanendoci.

Mi riferisco a quei casi in cui i costi aziendali reali di un’attività dovessero superare di molto i costi forfettari. Ebbene sì, devi sapere che, nel regime forfettario, le spese non possono essere scaricate perché vengono ipotizzate dallo Stato mediante un coefficiente di redditività assegnato di default a ogni codice ATECO.

Ti faccio un esempio: ipotizziamo che la tua attività abbia un coefficiente di redditività del 78% e che il tuo fatturato annuo sia di 10.000 €; i costi forfettari, in questo caso, vengono stimati in una percentuale del 22% sul tuo fatturato totale annuo. Ciò significa che lo Stato esclude dalla tassazione 2.200 €.

Ora, se i costi da te affrontati per affitto, utenze, dipendenti e attrezzature corrispondono a questa cifra o, comunque, non la superano in maniera significativa, avrai tutto l’interesse a restare nel regime forfettario. Viceversa, se questi costi dovessero superare di più del 50% l’importo dei costi forfettari, sarà più conveniente adottare un altro regime fiscale in cui questi possono essere scaricati al 100%.

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In conclusione

In questo articolo ti ho spiegato come è regolamentato l’utilizzo del regime forfettario dal punto di vista della validità temporale dei suoi vantaggi. Ci sono, però, tante altre cose di cui dovresti venire a conoscenza se stai pensando di adottare questo regime fiscale per la tua attività.

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A presto
Giampiero Teresi

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