Resto al Sud 2021: ecco le informazioni sul fondo perduto di Invitalia

Resto al sud 2021: dettagli del fondo perduto e opportunità per il 2021

Ecco delle informazioni utili riguardo alle agevolazioni del programma “Resto al Sud”, comprese le novità del 2021.

Stai pensando di avviare un’attività in proprio e ti stai domandando come aprire una partita iva online? Niente di strano che quest’idea sia stata stimolata dalla possibilità di usufruire di un piano di finanziamento destinato alle attività del Sud Italia.

In questo articolo parleremo proprio del fondo Resto al Sud e metteremo in evidenza le ultime novità emerse dalla Legge di Bilancio per il 2021.

Resto al Sud: a chi è rivolto e come funziona.

Il programma Resto al Sud è volto a incentivare ed agevolare lo sviluppo dell’imprenditoria nel meridione ed è promosso da Invitalia, l’agenzia nazionale per lo sviluppo controllata dal Ministero dell’Economia.

Questa iniziativa, nata nel 2018, mira a sostenere chi desidera aprire partita IVA per dar vita a una nuova realtà imprenditoriale e chi è già in possesso di una partita IVA attivata dopo il 21 giugno 2017.

Naturalmente trattandosi di un bonus destinato alla crescita del Mezzogiorno, il bando è rivolto a chi è residente o si impegna a trasferirsi per aprire un’attività nelle seguenti aree geografiche:

  • Sardegna;
  • Sicilia;
  • Puglia;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Molise;
  • Campania;
  • Abruzzo;
  • i 116 comuni facenti parte delle aree del cratere sismico del Centro Italia nelle regioni Umbria, Lazio e Marche.

Se dunque sei residente in Puglia e desideri avviare una piccola impresa o vivi in una regione del centro Nord ma vorresti aprire un’attività in Sardegna ad esempio, puoi pensare di presentare domanda a Invitalia per accedere a questo programma di finanziamento per metà a fondo perduto e per metà con prestito bancario.

Capisci bene come si tratti di un programma davvero vantaggioso per chi magari ha un’idea imprenditoriale valida ma non dispone del capitale necessario ad avviarla.

Il limite massimo del credito accessibile per una ditta individuale è di 60.000 € mentre per le società si arriva fino a un tetto di 200.000 € in presenza di 4 soci (massimo 50.000 € a socio).

Sulla somma totale richiesta dunque si dovrà restituire solamente il 50%, mentre per quanto riguarda la metà rimanente è previsto un piano di ammortamento a tasso 0 garantito dallo Stato della durata di 8 anni, che ha inizio a partire dal terzo anno successivo all’erogazione.

Leggi anche: Partita Iva per un traduttore: ecco perché scegliere il regime forfettario

Le attività finanziabili possono essere molteplici:

  • industria;
  • artigianato;
  • pesca;
  • trasformazione dei prodotti agricoli;
  • servizi alle imprese e alle persone;
  • turismo;
  • attività di liberi professionisti sia in forma individuale che societaria.

Sono invece esclusi dal programma il commercio e l’agricoltura.

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Resto al Sud: cosa finanzia e quali sono i requisiti per potervi accedere.

Ora che hai un’idea delle cifre, delle modalità di erogazione e del tipo di attività finanziabili ti starai chiedendo per cosa si possono utilizzare i soldi provenienti dal fondo Resto al Sud.

In effetti è giusto precisare che ci sono alcune condizioni vincolanti per quanto concerne l’utilizzo del finanziamento e sarà tuo dovere indicare in maniera dettagliata in fase di presentazione della domanda (per cui è opportuno affidarsi a un professionista come un commercialista online o di fiducia) a cosa intendi destinare i soldi.

Ecco cosa finanzia il fondo Resto al Sud:

  • Tutte le spese di ristrutturazione della sede operativa dell’azienda (sia essa nuova o preesistente) a patto che non coincida con la residenza del titolare di ditta individuale o di un socio della società. L’importo destinato a questo tipo di spese non può superare il 30% della cifra totale richiesta.
  • Le spese per l’affitto della sede operativa qualora non si disponga di un locale di proprietà e per il pagamento delle utenze (luce, acqua, internet, telefono) fino a un massimo del 20% dell’importo richiesto.
  • Le spese per i beni strumentali come macchinari, impianti, attrezzature, arredi, software, tecnologie per l’informazione e la comunicazione senza alcun limite. C’è da precisare però che in caso di attività già esistente non è possibile utilizzare il credito del fondo per sostituire beni di cui già si dispone, ma solo per ampliarli.

Facciamo un esempio: richiedendo l’importo di 10.000 € come ditta individuale, dovrai utilizzarne massimo 3.000 per le spese di ristrutturazione e massimo 2.000 per affitto e utenze.

Non avrai invece limiti per le spese per i beni, ma se la tua ditta è già operativa e la sede dispone ad esempio di un computer, di una stampante, di una scrivania o di qualsiasi macchinario, non potrai usare il credito per cambiare uno di questi beni ma dovrai dimostrare di aver bisogno di un numero maggiore di essi per ampliare la tua azienda.

Non sono invece finanziabili le spese per la costituzione dell’impresa (in caso di partita IVA forfettaria non ti riguarda, come spiegheremo più avanti), per le consulenze, per il commercialista, per il marketing e per i dipendenti.

Per poter accedere a questo bonus, oltre a essere residenti nel meridione è necessario rispettare altri requisiti:

  • al momento della presentazione della domanda non bisogna essere inquadrati come lavoratori dipendenti a tempo indeterminato;
  • nel caso si intenda operare con un codice Ateco di tipo M è necessario non essere stati in possesso di una partita IVA attiva nello stesso settore negli ultimi 12 mesi;
  • è opportuno avere il Crif in regola e quindi non avere segnalazioni come cattivi pagatori, in quanto metà del finanziamento è erogato come prestito bancario.

Leggi anche: Come passare al regime forfettario dall’ordinario e dai minimi

Resto al Sud 2021: le ultime novità.

Poiché come spesso accade alcune condizioni e requisiti sono interpretabili, è sempre buona prassi richiedere la consulenza di un professionista prima di avventurarsi da soli nell’iter burocratico della presentazione della domanda.

Infatti se sei idoneo all’apertura di una partita IVA a regime forfettario potresti sfruttare ulteriormente i vantaggi del piano Resto al Sud. Come dicevamo prima, questo bonus non copre le spese per la costituzione dell’impresa, ma nel caso tu aprissi una partita IVA all’interno di questo regime fiscale queste spese per te non esisterebbero.

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Veniamo ora a due importanti novità riguardanti “Resto al Sud” per il 2021. L’ultima Legge di Bilancio ha infatti ampliato il limite massimo d’età per poter accedere ai fondi Invitalia da 45 a 55 anni.

Questa modifica ha indubbiamente avuto luogo per sostenere tutte quelle persone che nel periodo pandemico hanno perso il proprio impiego.

In seguito al periodo di crisi dovuto al Coronavirus è stato introdotto inoltre un supplemento di contributi a fondo perduto per chi viene incluso in “Resto al Sud”. Infatti una volta chiuso il finanziamento bancario le imprese che hanno usufruito di questo programma riceveranno altri 15.000 € in caso di ditta individuale e 10.000 € per socio in caso di società.

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Giampiero Teresi

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