Scopri i vantaggi di cui gode un artigiano edile in questo regime fiscale
Mettersi in proprio nel settore dell’edilizia può essere rischioso quanto lavorare su un ponteggio costruito con tavole di compensato.
Magari hai maturato una certa esperienza e sei in grado di svolgere questo mestiere in autonomia, ma se non sai nulla di fisco e regole rischi di vanificare tutti i tuoi sforzi lavorativi andando a pagare tasse troppo alte ed entrando in una spirale infinita di multe, rateizzazioni e debiti.
In questo articolo ti spiegherò come agire correttamente per aprire la Partita IVA e avviare la tua attività di muratore nel modo più conveniente.
Come aprire una Partita Iva come artigiano muratore e quanto costa avviare l’attività
Lavori nel campo dell’edilizia da tempo e ritieni di avere l’esperienza per svolgere questo mestiere in autonomia? Tanti muratori scelgono di intraprendere la strada della professione in proprio e, se sei uno di questi, ti interesserà sapere quali sono i passaggi burocratici necessari per avviare la tua attività.
Parto dicendoti che, a differenza di quanto accade per altri professionisti, l’apertura della Partita IVA non è l’unica procedura che dovrai affrontare per poter iniziare a operare in regola con il fisco; poiché quella del muratore è un’attività artigiana, infatti, dovrai obbligatoriamente iscriverti alla Camera di Commercio, al Registro delle imprese, all’INPS e all’INAIL, nonché presentare la SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) al comune in cui intendi aprire l’attività.
“Oh Dio, quanta roba! Ma quanto tempo mi porteranno via tutte queste pratiche?”
Capisco che tu possa essere spaventato all’idea di dover perdere ore preziose del tuo tempo in fila agli sportelli dei vari enti, ma ora rilassati perché sto per darti una buona notizia: non dovrai fare niente di tutto ciò. Sia per aprire la Partita IVA sia per portare a compimento le altre procedure ti basterà rivolgerti a un commercialista, il quale si occuperà di inoltrare una pratica telematica chiamata ComUnica.
Il costo che dovrai affrontare per inoltrare questa comunicazione unica d’impresa (che include anche l’apertura della Partita IVA online) sarà di circa 320 €, mentre agendo in maniera autonoma la spesa sarà sensibilmente minore. Tuttavia, appoggiandoti a un professionista non solo risparmierai tempo e seccature ma, soprattutto, eviterai di commettere errori che potrebbero condizionare pesantemente la tua attività. Mi riferisco, in particolare, alla scelta del codice ATECO e del regime fiscale.
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Adoperare un codice ATECO che non coincide con il tipo di attività svolta comporta il pagamento di una multa piuttosto salata; pertanto, è fondamentale che nel modulo di apertura di Partita IVA – il modello AA9/12 – venga inserito uno dei seguenti codici (o, se necessario, entrambi):
- 43.39.01 – attività non specializzate di lavori edili;
- 43.39.09 – altri lavori di completamento e di finitura degli edifici nca.
In merito alla scelta del regime fiscale, devi sapere che da essa dipenderanno le regole e gli adempimenti a cui dovrai far riferimento nello svolgimento della tua attività di muratore. Per questo motivo, ci tengo a evidenziare i vantaggi che otterresti aprendo una Partita IVA forfettaria.
Perché aprire una ditta edile adottando il regime forfettario: agevolazioni e semplificazioni
In Italia esistono tre tipi di inquadramento fiscale per chi opera in proprio: il regime ordinario, il regime semplificato e il regime forfettario.
L’adozione di quest’ultimo implica diversi benefici fiscali e contabili. Prima di parlartene, però, è giusto che tu sappia che per poterlo adoperare, dovrai essere in possesso di alcuni requisiti, tra i quali:
- il rispetto del limite di fatturato annuo di 65.000 €;
- il rispetto di un limite di spese annuali di 20.000 € per collaboratori o dipendenti;
- un reddito proveniente da lavoro subordinato inferiore a 30.000 €.
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Ma, ora, vediamo insieme quali sono le principali agevolazioni e semplificazioni di cui potrai usufruire aprendo Partita IVA a regime forfettario:
- esenzione dall’IVA e dalla ritenuta d’acconto;
- esonero dalla presentazione dello spesometro;
- esonero dagli studi di settore;
- esenzione dal pagamento dell’IRAP;
- esonero dalla fatturazione elettronica;
- esenzione dal versamento delle addizionali comunali e regionali;
- esonero dal modello ISEE.
In virtù di tali misure la tua attività sarà caratterizzata non solo da meno adempimenti burocratici, ma anche da un considerevole risparmio dal punto di vista economico. E, a proposito di risparmio, sono sicuro che, tra gli aspetti che ti interessano maggiormente, ci sono la tassazione e la contribuzione previdenziale.
Vediamo, dunque, quali sorprese ti riserva il regime forfettario a riguardo.
Quante tasse e contributi paga un muratore
Per quanto riguarda le imposte, ti farà piacere sapere che un muratore che adotta il regime forfettario accede alla tassazione più bassa d’Italia. Mentre negli altri regimi fiscali le tasse vengono determinate dagli scaglioni di reddito IRPEF, che vanno da un minimo del 23% a un massimo del 43%, nel regime agevolato è prevista un’aliquota sostitutiva unica del 15% su tutti i redditi.
Non solo: una nuova attività avviata con il regime forfettario può ottenere una riduzione per i primi cinque anni, durante i quali verserà solamente il 5% di imposte sul reddito lordo.
Considera, però, che, se tu dovessi oltrepassare la soglia di 65.000 € di fatturato totale, dall’anno successivo verrai automaticamente escluso dal regime forfettario e dovrai passare all’ordinario o semplificato.
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Oltre alle tasse, dovrai provvedere anche al versamento dei tuoi contributi previdenziali; in quanto artigiano, sarai obbligato all’iscrizione alla cassa artigiani dell’INPS che prevede una quota contributiva fissa e una legata al reddito. La prima consiste in quattro versamenti trimestrali per un totale di 3.836,16 € annui, mentre la seconda prevede il versamento del 24% da calcolare sull’importo eccedente ai minimali di reddito di 15.953 €.
Tuttavia, chi opera con il regime forfettario ha la possibilità di richiedere all’INPS una riduzione del 35% su entrambe le quote.
In conclusione
Sono quasi certo che, alla luce dei numerosi vantaggi che esso include, il regime forfettario abbia attirato il tuo interesse. Probabilmente sei desideroso di sapere se hai le carte in regola per avviare la tua attività di muratore con la Partita IVA forfettaria e sei curioso di conoscere meglio tutti i suoi aspetti.
Beh, in questo caso non devi far altro che richiedere una consulenza gratuita con me: da diversi anni, infatti, curo questo blog di natura fiscale e offro un servizio di contabilità e assistenza fiscale online dedicato a chi opera (o vuole operare) con questo tipo di inquadramento.
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A presto
Giampiero Teresi
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