Partita IVA Architetto: ecco perché conviene il Regime Forfettario

Partita IVA Architetto: ecco perché conviene il Regime Forfettario. Se sei un Architetto e vuoi aprire la tua Partita IVA ti conviene scoprire tutti i vantaggi che può darti il Regime Forfettario

Aprire la Partita IVA è un passo che spaventa tutti, è vero. Quante tasse dovrò pagare? Quante scadenze dovrò rispettare? Mi converrà davvero?

Ma tra tanti dubbi e paure, almeno per una volta abbiamo una certezza assoluta. Se sei un Architetto devi assolutamente valutare la possibilità di aprire la Partita IVA nel Regime Forfettario!

Perché? Semplice, il Regime Forfettario ha più vantaggi di tutti gli altri Regimi, e ti renderà la vita molto più semplice!

Con la fine del Regime dei Minimi (andato in pensione definitivamente il 31 Dicembre 2015),il Regime Forfettario è rimasto l’unico Regime Agevolato presente in Italia. Ho già scritto un articolo su questo che puoi trovare qui http://www.regime-forfettario.it/partita-iva-agevolata-regime-forfettario/

Quali sono i Vantaggi del Regime Forfettario per Architetti?

Ma andiamo per gradi, voglio elencarti brevemente quali sono i vantaggi di questo Regime

  • NON HA IVA. Esattamente, il Regime Forfettario è esente IVA. Significa che, nelle tue fatture non dovrai aggiungere il 22% di IVA in più. Il risultato sarà che sarai molto più competitivo rispetto ai tuoi concorrenti che dovranno emettere fatture con IVA  e quindi costeranno il 22%inpiù ai clienti. Essere esente IVA ti esonererà dall’ obbligo di effettuare la dichiarazione IVA trimestrale e la dichiarazione IVA annuale. Un po’ di rotture in meno, insomma!
  • HA LE TASSE PIU’ BASSE. Vero, il Regime Forfettario ha le tasse più basse d’ Italia (ed anche d’ Europa!). Pagherai una tassazione IRPEF (detta Imposta Sostitutiva) pari al 5%. Non pagherai più l’IRAP (un altro 3,9% risparmiato). Nessun Regime Fiscale ha le tasse così basse. Immagina che il Regime Ordinario (come tutti gli altri regimi) paga le tasse secondo gli scaglioni IRPEF. Bene, il primo scaglione IRPEF per redditi da 0 a 18.000 Euro è pari al 23%!

          5% contro 23% dunque..

  • NON AVRAI RITENUTA D’ACCONTO – Il Regime Forfettario, oltre ad essere esente IVA, è esente anche dalla fastidiosissima Ritenuta d’ Acconto. Fino ad ora tutti gli Architetti, sia titolari di Partita IVA sia coloro che hanno lavorato con Prestazione Occasionale, hanno dovuto inserire una Ritenuta d’Acconto del 20% sulle loro fatture. In pratica, con la Ritenuta d’ Acconto, su una fattura di 500 Euro, un Architetto ne riceve soltanto 400 e 100 Euro vengono trattenuti dal cliente e versati allo Stato tramite Modello F24 come anticipazione delle tasse del Professionista.
    Bene, con il Regime Forfettario non si dovrà inserire nessuna Ritenuta d’ Acconto. Ne consegue che quella fattura da 500 euro nel nostro caso verrà incassata totalmente!
  • CONTABILITA’ SEMPLIFICATA Oltre ai grandi vantaggi economici, il Regime Forfettario ha tante semplificazioni contabili. Abbiamo già visto che non sarà necessario inviare la dichiarazione IVA trimestrale e annuale. Stessa cosa per gli Studi di Settore. Inoltre non ci sarà più l’ obbligo di registrazione di fatture e corrispettivi, ma rimane obbligatoria solo la loro conservazione e numerazione. Niente più elenchi Clienti/Fornitori. Tante, ma tante rotture in meno!

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Ok, tanti bei vantaggi. Ma quanto costa aprire una Partita Iva per un Architetto?

E soprattutto, quanto costa mantenerla aperta negli anni?

La risposta è NULLA!

Non ci crederai ma è così, ed ho già scritto un articolo anche per questo, che puoi leggere qui http://www.regime-forfettario.it/quanto-costa-aprire-partiva-iva-regime-forfettario/

Quali tasse e Contributi Previdenziali pagherà un Architetto?

Passiamo adesso ai Contributi Previdenziali

Come già saprai, gli Architetti (come anche gli Ingeneri) hanno l’obbligo di iscriversi all’ INARCASSA

Chiariamo subito una cosa, questo obbligo deriva dalla scelta di lavorare come Architetto. Sarai obbligato a iscriverti all’ INARCASSA non solo se deciderai di aprire la tua Partita IVA, ma anche se diventerai un Lavoratore dipendente o un Professionista Associato.

Ad ogni modo, anche l’ INARCASSA ha creato delle agevolazioni per gli Architetti che vogliono aprire la Partita IVA

Per i primi 5 anni di attività, ed in ogni modo fino al raggiungimento dei 35 anni di età, l’ INARCASSA ha ridotto il Contributo Minimo, ed il Contributo Integrativo di 1/3

In pratica ti ritroverai a pagare solo 1/3 dei tuoi contributi per i primi anni di attività (Fonte https://www.inarcassa.it/site/home/contributi/i-benefici-per-i-giovani-iscritti.html)

Il Contributo Minimi dunque sarà pari a 760 Euro, mentre il Contributo Integrativo sarà pari a 225 Euro (sarà comunque possibile inserire il 4% di Contributo Integrativo in fattura, facendolo pagare quindi al cliente finale)

Anche l’ aliquota è stata ridotta, passando dal 14,50% al 7,25%

Tutto molto bello. Ma quello che ci interessa è altro: Alla fine un Architetto quante tasse pagherà con il Regime Forfettario?

Vediamolo subito con un esempio, ti prometto che sarà tutto più chiaro

Abbiamo già visto che aprire la Partita IVA non costerà nulla, e neanche mantenerla negli anni. Calcoliamo adesso però quante tasse e Contributi Previdenziali pagheremo con il Regime Forfettario

Ipotizziamo un architetto che fatturi 25.000 Euro in un anno.

Il primo passo sarà calcolare il Reddito Netto. Per calcolare ciò bisognerà sottrarre dal Fatturato Lordo i Costi (Reddito Netto = Fatturato – Costi)
Nel Regime Forfettario i costi sono decisi in modo forfettario (ecco perché si chiama  così). Significa che lo Stato attribuisce forfettariamente una percentuale al fatturato per calcolare i nostri costi

In parole povere, non dovremmo applicare la tassazione sull’ intero fatturato, ma solo su una parte di esso, perché lo Stato ci attribuisce una parte di costi che non verranno tassati. La cosa bella è che questi costi ci verranno attribuiti anche se non li effettueremo, dunque risparmieremo una buona parte di tasse

Nel caso degli Architetti, la percentuale di reddito da tassare (Coefficiente di Redditività) sarà pari al 78%

Il Reddito netto dunque sarà pari a 19.500 Euro (il 78% di 25.000 Eeuro)

Applichiamo finalmente le nostre tasse al 5%

La nostra tassazione IRPEF (Imposta Sostitutiva) quindi sarà pari a 975 Euro (il 5% di 19.500 Euro)

Calcoliamo adesso i nostri Contributi Previdenziali INARCASSA

Come abbiamo visto, abbiamo dei contributi fissi (Contributo Soggettivo + Contributo Integrativo)
Ho chiamato telefonicamente l’ INARCASSA  (ve lo consiglio per qualsiasi dubbio, il numero è 02 91979700) e mi sono accertato che la quota fissa da pagare nel 2016 è pari a 1.006 Euro

A questi bisogna aggiungere l’ aliquota del 7,25% del Reddito Netto (l’ aliquota reale è del 14,50% ma ridotta della metà per i primi 5 anni)

Nel Nostro caso dunque l’ INARCASSA sarà pari a 1006 + 1.413 (il 7.25% di 19.500 Euro). Totale 2419 Euro

Nel conteggio non ho incluso il 4% di Contributo Integrativo perché quello (nella quasi totalità dei casi) viene inserito in fattura, e quindi fatto pagare dal Cliente finale.

Siamo arrivati alla Conclusione

La domanda era: Quante tasse pagherà un Architetto che fattura 25.000 Euro nel Regime Forfettario?

Risposta: Pagherà 975 Euro ti tasse (IRPEF) e 2419 Euro di Contributi Previdenziali per la sua futura pensione (INARCASSA)

Penso che pagare in totale 3.394 Euro su un Fatturato di 25.000 Euro sia un ottimo risultato

Tutto ciò è stato possibile solo grazie ai grandi vantaggi che solo il Regime Forfettario ci può assicurare

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A presto
Giampiero Teresi

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Video Regime Forfettario

6 risposte

  1. Buongiorno e complimenti per l’articolo.
    Mi chiedevo se nel calcolo del reddito netto a cui applicare il 5% (o il 15% nel caso di attivita’ che non rientri nell’aliquota piu’ bassa) non occorra anche sottrarre la parte di contributo pensionistico di inarcassa, ovvero i contributi obbligatorio e quello di maternita’ (ce n’e’ un terzo, quello volontario, anch’esso deducibile).
    E solo allora applicare appunto la percentuale (5% o 15%) di tasse.
    Grazie per l’eventuale precisazione.

    1. Buongiorno! Si, potrà detrarre i Contributi Previdenziali ma solo quelli pagati nell’ anno
      Il più delle volte il pagamento dei Contributi avviene l’ anno successivo, in questi casi durante il primo anno non sarà possibile scaricarli dal reddito lordo

      A presto

      Giampiero

  2. Quindi il contributo minimo è la base contributiva a cui si deve aggiungere la percentuale del 14.5% ( o quella agevolata sotto i 35 anni o 5 anno di attività)…? Leggendo sul sito Inarcassa avevo capito che la tassazione fosse al 14.5% , ma a prescindere dal volume di affari era richiesto il contributo minimo (soggettivo e integrativo). In pratica, se il 14.5% del reddito non superava il contributo minimo, questo andava corrisposto a prescindere . Invece da quello che leggo il contributo minimo è la base a cui va aggiunta la percentuale sul reddito. Giusto? Grazie per l’eventuale delucidazione.

    1. Ciao Andrea, il Contributo Minimo è la base che ti coprirà fino ad una soglia minima di reddito. Superata la soglia minima, sulla parte eccedente, andrà calcolata la percentuale del 14,5%
      A presto

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