Colf con Partita IVA: qual è la soluzione più conveniente

Come esercitare la professione di collaboratore domestico in proprio

Quella della colf è una figura professionale molto ricercata.

Poter contare su una persona che, quotidianamente o un paio di volte alla settimana, si occupi della pulizia e della cura della casa sta diventando un’esigenza di molte famiglie.

Se svolgi questo tipo di mestiere, sarai consapevole del fatto che esistano due modalità per poterlo esercitare: da lavoratori dipendenti, facendosi assumere da una famiglia o da un’agenzia, e da lavoratori autonomi.

Naturalmente, per la seconda opzione, è necessario aprire una Partita IVA.

Cosa cambia tra lavoro subordinato e Partita IVA per una colf

Prima di prendere in considerazione un’ipotesi come questa e cercare informazioni su come aprire una Partita IVA online, è importante che tu sappia che questa non è una strada perseguibile se hai intenzione di lavorare per un solo cliente.

Tale pratica, infatti, va contro le normative sancite dalla legge.

Se, invece, pensi di poter prestare servizio presso più famiglie, la soluzione della Partita IVA può essere quella che fa per te.

Esercitare questa professione in proprio ti consentirebbe di non dipendere economicamente da un solo cliente, di avere una flessibilità maggiore di orari e di avere ricavi superiori.

Di contro, il lavoro dipendente offre altri vantaggi, come:

  • ferie e permessi pagati;
  • diritto alla malattia;
  • contributi pagati dal datore di lavoro;
  • diritto alla disoccupazione in caso di interruzione.

Va anche detto, però, che aprendo una Partita IVA avresti potere contrattuale con i tuoi clienti e potresti compensare l’assenza di questi strumenti con un tariffario adeguato.

Colf e Partita IVA: ecco come aprirla

Nel caso ti interessasse svolgere questa professione in proprio, faresti bene a rivolgerti a un commercialista online e a farti guidare passo per passo in modo da evitare gli errori più comuni.

In ogni caso, devi sapere che aprire una Partita IVA è un’azione semplice e senza alcun costo.

Per ottenere il codice numerico necessario a svolgere un’attività lavorativa autonoma, non devi fare altro che compilare un modulo: il Modello AA9/12.

Si tratta di un modulo scaricabile da Internet, all’interno del quale dovrai indicare:

  • i tuoi dati fiscali e anagrafici;
  • la sede della tua attività (che può coincidere anche con la tua residenza);
  • il codice ATECO della tua attività (nel tuo caso 96.09.09);
  • il regime fiscale che adotterai.

Leggi anche: Partita IVA da investigatore privato nel Regime Forfettario: tutto ciò che devi sapere

Il modulo debitamente compilato deve essere inoltrato all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla data d’inizio della tua attività.

Nel giro di pochi giorni, questo ente provvederà ad attribuirti un numero di Partita IVA e, da quel momento, potrai iniziare a fatturare.

In fase di compilazione, è molto importante scegliere con cura e in maniera consapevole sia il codice ATECO, che identifica il tipo di attività svolta, sia il regime fiscale.

Se vuoi svolgere il mestiere di colf con Partita IVA, la soluzione più conveniente per te è il regime forfettario.

I vantaggi del regime forfettario per chi effettua pulizie domestiche

Aprire una Partita IVA a regime forfettario rappresenta, ad oggi, la scelta più saggia per chi decide di lavorare in proprio.

Questo regime fiscale, infatti, è uno dei più convenienti in Europa e il più conveniente in Italia.

Questo non solo per la tassazione, di cui parleremo a breve, ma anche per le numerose semplificazioni contabili e gestionali.

È ovvio che, per poter aderire a questo regime di vantaggio, è necessario rispettare alcuni requisiti fondamentali, tra cui spiccano:

  • il limite di fatturato annuo di 65.000 €;
  • il limite di compensi da lavoro subordinato di 30.000 €;
  • il limite di spese per collaboratori e dipendenti di 20.000 €.

Ma vediamo quali sono i principali vantaggi della Partita IVA forfettaria.

Per ordine di importanza, iniziamo col dire che in questo regime fiscale si è esenti da IVA e da ritenuta d’acconto.

Ciò significa che quando riceverai i tuoi compensi, incasserai il 100% della cifra indicata in fattura.

Rispetto al regime ordinario e semplificato, in questo modo avrai un notevole vantaggio sulla concorrenza: a parità di tariffario, infatti, il tuo servizio risulterà più economico poiché privo dell’IVA.

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Ma i vantaggi del forfettario non finiscono qui.

Ci sono anche altri aspetti che costituiscono un grande beneficio, come:

  • l’esonero dal modello ISEE;
  • l’esonero dagli studi di settore;
  • l’esonero dalla fatturazione elettronica;
  • l’esenzione dal pagamento delle addizionali comunali e regionali;
  • l’esenzione dal pagamento dell’IRAP;
  • l’esenzione dalle liquidazioni periodiche IVA.

Quante tasse e contributi paga una colf nel regime agevolato?

Veniamo all’aspetto più interessante del regime forfettario, ovvero quello relativo alle imposte.

In questo regime fiscale è prevista un’aliquota sostitutiva unica del 5% per le start-up per i primi 5 anni di attività, che sale poi al 15% dal sesto anno.

L’aliquota del 15% viene applicata anche alle attività già esistenti che decidono di passare dal regime ordinario o semplificato a quello forfettario.

Per calcolare l’imponibile, non è necessario sottrarre le spese ai ricavi totali annuali, perché queste vengono ipotizzate dallo Stato in maniera forfettaria attraverso il coefficiente di redditività.

Questo coefficiente varia in base al tipo di attività, ed è un valore percentuale in base al quale si applica la tassazione.

Facciamo un esempio pratico.

Ipotizziamo che durante il primo anno di attività da colf con Partita IVA forfettaria tu incassi 20.000 €.

Poiché lo Stato ipotizza che per svolgere la tua attività avrai delle spese annuali corrispondenti al 33% del tuo fatturato, stabilisce per te un coefficiente di redditività del 67%.

Ciò significa che il tuo reddito lordo, su cui verranno calcolate le imposte, sarà di 13.400 € (il 67% di 20.000 €).

Pertanto, a fronte di 20.000€ di fatturato, dovrai pagare 670 € di tasse.

Per quanto riguarda i contributi previdenziali, invece, dal momento che la professione di collaboratore domestico non ha una cassa di riferimento, dovrai iscriverti alla Gestione Separata INPS.

Anche in questo caso, il versamento viene calcolato in base al coefficiente di redditività e corrisponde al 25,98% del tuo fatturato lordo.

Attenendoci all’esempio precedente, dunque, su 13.400 € andresti a pagare 3.481,32 € di contributi.

L’aspetto vantaggioso di questa modalità di versamento è che non prevede quote fisse, ma si basa esclusivamente sul fatturato: paradossalmente, se non dovessi fatturare nulla, non saresti tenuto a versare nulla.

Leggi anche: Partita IVA parrucchiere: ecco come pagare meno tasse

In conclusione

Come puoi notare, il regime forfettario consente a chi decide di avviare una nuova attività con Partita IVA di partire con numerosi vantaggi.

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A presto
Giampiero Teresi

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