Scopri gli incredibili vantaggi riservati alla tua professione in questo regime agevolato
Pensare di svolgere l’attività di dietista senza conoscere bene le varie possibilità a tua disposizione è come basare una dieta sulla scienza del “secondo me”. (Secondo me, carne e formaggio hanno un ruolo centrale nella nutrizione, e mangiare tre cheeseburger alla settimana non mi farà male. Ah, senti, non è che per caso avresti una bustina di Biochetasi?)
Mettersi in proprio è una decisione piuttosto impegnativa, e se agirai senza informarti adeguatamente sulle implicazioni che essa comporta andrai incontro a sgradevoli sorprese chiamate tasse, ispezioni, sanzioni e debiti.
Vuoi evitare di trovarti in difficoltà e compiere le mosse giuste? In questo articolo scoprirai come svolgere la professione di dietista con Partita IVA senza patemi d’animo e risparmiando sulle tasse.
Dietista con prestazione occasionale? Ecco perché questa soluzione è limitante
L’attività di dietista, come tutte quelle inerenti alla salute e alla cura della persona, è sempre più richiesta, e svolgerla in proprio piuttosto che da dipendente potrebbe essere una mossa più che sensata.
È possibile che tu abbia qualche dubbio riguardo all’apertura della Partita IVA e sia alla ricerca di una scappatoia per evitare di sottostare alle ben note seccature dell’impianto burocratico e fiscale italiano.
Attenzione, però…
Se hai cercato informazioni su come aprire una Partita IVA online e hai letto che per svolgere la tua professione di dietista è possibile utilizzare la prestazione occasionale, è bene che, prima di considerare questo strumento come una soluzione adottabile, tu ne conosca le condizioni (molto vincolanti).
Per operare con tale strumento dovrai limitarti a una prestazione unica con lo stesso cliente durante lo stesso anno, badando che questa non abbia una durata complessiva superiore a 30 giorni. Oltre a questo, non potrai pubblicizzare la tua attività in alcun modo.
Insomma, se ambisci a svolgere questa professione in maniera continuativa, la prestazione occasionale non rappresenta assolutamente un’opzione considerabile, e dovrai necessariamente aprire la Partita IVA.
Leggi anche: Partita IVA da chimico: come aprirla pagando meno tasse
Aprire la Partita IVA da dietista: l’importanza del codice ATECO e del regime fiscale
Sei fortunato/a!
Poiché il dietista è un libero professionista, l’apertura della Partita IVA sarà pressoché immediata e assolutamente gratuita per te; l’unica operazione che dovrai eseguire sarà la presentazione del modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Questo modulo è scaricabile dal sito ufficiale dell’ente. Tuttavia, onde evitare errori in fase di compilazione che potrebbero pesare molto sullo svolgimento della tua attività, il mio consiglio è di rivolgerti a un commercialista.
Con l’ausilio di una figura esperta in queste pratiche scongiurerai il rischio di inserire dati sbagliati, soprattutto nei quadri riservati al codice ATECO e al regime fiscale. Il codice ATECO è un codice cifrato assegnato a ogni tipo di attività e, nel tuo caso, quello giusto è 86.90.29 (altre attività paramediche indipendenti).
L’inserimento del codice corretto è fondamentale: se durante un controllo dovesse emergere che stai svolgendo un’attività diversa da quella corrispondente a esso, le autorità provvederanno a sanzionarti (e le multe sono molto salate).
Per quanto riguarda la scelta del regime fiscale che adotterai, devi sapere che in Italia esistono tre possibilità:
- il regime ordinario;
- il regime semplificato;
- il regime forfettario.
Ognuna di queste opzioni definisce regole e adempimenti fiscali diversi, e solamente una si distingue in maniera decisa dalle altre per la sua convenienza.
Piccola parentesi: potrebbe interessarti il mio nuovo libro.
Si intitola Regime Forfettario 2020 ed è un manuale che ti spiegherà tutto ciò che devi necessariamente sapere prima di aprire la tua Partita IVA. Ti svelerò anche in che modo potresti risparmiare migliaia di euro in tasse ogni anno. È in vendita esclusivamente su Amazon sia in versione cartacea (15,50 €) sia in versione e-book (9,90 €)
Dietista con partita IVA forfettaria: i vantaggi principali
Aprire la Partita IVA forfettaria è senza dubbio la scelta migliore che potresti fare, dato che l’adozione di questo regime fiscale ti consentirebbe di avvantaggiarti di vari benefici. Va precisato, però, che per potervi aderire è necessario soddisfare alcuni requisiti.
Vogliamo vedere le principali semplificazioni gestionali e agevolazioni fiscali di cui potrai godere con una Partita IVA nel regime forfettario? Innanzitutto, verrai esonerato dall’IVA e dalla ritenuta d’acconto.
Ciò significa che, oltre a incassare sempre il 100% dei tuoi compensi, non sarai costretto a inserire l’imposta sul valore aggiunto nelle tue fatture, peculiarità che ti garantirà notevoli vantaggi concorrenziali rispetto ai dietisti operanti con altri tipi di inquadramento. Inoltre, poiché non sarai tenuto a effettuare le liquidazioni periodiche, risparmierai parecchio denaro.
Ma i vantaggi, per te, non finiscono mica qui! Adoperando questo regime fiscale, sarai esonerato anche da:
- spesometro;
- studi di settore;
- modello ISEE;
- fatturazione elettronica;
- versamento dell’IRAP;
- versamento delle addizionali comunali e regionali.
Niente male, vero?
E non ti ho ancora parlato dell’aspetto che probabilmente stimola maggiormente la tua curiosità, ovvero le tasse. Preparati, perché nel paragrafo successivo ho in serbo per te altre ottime notizie…
Leggi anche: Partita IVA per sanificazione: ecco come aprirla
Tasse e contributi per un dietista nel regime forfettario
Tutte le agevolazioni che ti ho illustrato poco fa contribuiscono a rendere il regime forfettario così ambito, ma è la tassazione la caratteristica che maggiormente lo caratterizza.
A differenza degli altri inquadramenti fiscali, in questo, per determinare l’aliquota, non si fa riferimento agli scaglioni di reddito IRPEF, bensì viene richiesto il versamento di una flat tax del 15%. Inoltre, per le nuove attività è prevista una riduzione dell’aliquota fissa dal 15% al 5% dal primo al quinto anno.
Pensaci: il 5% anziché (come minimo) il 23%.
Anche il calcolo dell’imponibile avviene in maniera differente, dato che lo Stato ha assegnato a ogni attività un coefficiente di redditività, ovvero un valore percentuale che determina i costi deducibili in maniera forfettaria. Nel tuo caso, potrai scaricare spese pari al 22% dei tuoi ricavi totali, dato che il coefficiente di redditività assegnato al tuo codice ATECO è del 78%. Ciò significa che se, ad esempio, incasserai 10.000 € in un anno, verserai le imposte solamente su 7.800 €
Oltre alle tasse, dovrai versare anche i tuoi contributi previdenziali e, dal momento che non esiste una cassa di riferimento per la tua categoria, dovrai iscriverti alla gestione separata INPS. Con questo modello contributivo verserai il 25,98% del tuo fatturato lordo in quattro rate trimestrali, e godrai di un vantaggio non indifferente: nella gestione separata, infatti, non sono previste quote contributive fisse.
In conclusione
In questo articolo ti ho spiegato per quale motivo dovresti prendere in considerazione il regime forfettario per aprire la tua Partita IVA da dietista. Tuttavia, per compiere i giusti passi, ti servirà l’appoggio di un professionista che conosca nel dettaglio tutte le specificità e le casistiche di questo regime fiscale.
Quel professionista potrei essere io! Da diversi anni mi dedico esclusivamente al regime forfettario, e ho sviluppato un servizio di contabilità online per seguire i miei clienti.
Compila il Form di Contatto sul mio sito internet www.regime-forfettario.it.
Sarò io stesso a richiamarti nel giro di qualche ora per chiarire qualsiasi dubbio (tariffe comprese).

Ti ricordo che, per qualsiasi tipo di considerazione, hai la possibilità di commentare questo articolo.
P.S. Ho anche creato un Gruppo di discussione Facebook riguardante il Regime Forfettario; se vuoi iscriverti, non devi fare altro che cliccare qui.
A presto
Giampiero Teresi
Guarda il Video completo sul Regime Forfettario





