Partita IVA igienista dentale: perché aprirla nel regime forfettario

Lavorare in proprio come igienista dentale sfruttando il regime fiscale più conveniente

Mettersi in proprio per lavorare come igienista dentale potrebbe esporti agli stessi rischi che correresti tentando di passare il filo interdentale tra i molari di Hannibal Lecter (“Quando vuole, sergente Pembry...”).

Non conoscendo le leggi in materia fiscale né le agevolazioni per le nuove attività, potresti ritrovarti ad aprire una Partita IVA in maniera frettolosa, salvo poi ritrovarti a guadagnare meno di quanto avresti fatto lavorando da dipendente.

In questo articolo ti spiegherò come si apre la Partita IVA da igienista dentale e ti darò dei consigli preziosi per farlo alle migliori condizioni.

Il ruolo dell’igienista dentale e il percorso per svolgere questa professione

Lavorare nel settore sanitario, aiutando le persone a mantenere la corretta igiene orale, rappresenta una grande responsabilità.

La professione dell’igienista dentale ti pone davanti al compito di intervenire periodicamente sui pazienti per rimuovere tartaro e placca dai denti, così come di fornire importanti suggerimenti al fine di prevenire la salute di denti e gengive.

Questa figura, molto spesso, è confusa con quella dell’assistente alla poltrona che aiuta il dentista. In realtà, l’igienista svolge il proprio lavoro in autonomia.

Per poter intraprendere questa carriera, occorre laurearsi in igiene dentale e superare un test abilitativo che consente l’iscrizione all’albo degli igienisti dentali.

Fatto questo, potrai scegliere se lavorare come dipendente presso uno studio dentistico o se operare in proprio, offrendo le tue prestazioni a più strutture.

Se sceglierai la seconda strada, sarai costretto ad aprire una Partita IVA.

Leggi anche: Partita IVA enologo: vantaggi del regime forfettario

Aprire la Partita IVA da igienista dentale

Esistono diverse possibilità, per un professionista, di portare avanti questa operazione.

Rivolgendoti a un commercialista, che si prenderà cura di aprire la Partita IVA online, oppure compilando autonomamente il modello AA9/12, un modulo scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

In questo modulo, dovrai curarti di inserire una serie di informazioni, come i tuoi dati fiscali e anagrafici, il nome e la sede della tua attività (che può corrispondere anche all’indirizzo di residenza), il codice ATECO e il regime fiscale.

Tutti questi dati sono importanti, ma gli ultimi due, in particolare, risulteranno decisivi per lo svolgimento della tua attività professionale.

Il codice ATECO, ad esempio, è un codice identificativo assegnato a ogni tipo di attività, ed è fondamentale inserire quello giusto. In caso di controlli, infatti, un errore potrebbe comportare una sanzione, dato che ogni Partita IVA può svolgere esclusivamente le attività incluse nei codici ATECO (se ne può indicare più di uno).

Per l’attività di igienista dentale, il codice ATECO corretto è 86.90.29.

In merito al regime fiscale, invece, devi sapere che questa scelta influenzerà in maniera pesante il tuo lavoro e la tua vita, influendo anche sul tuo stipendio.

Da essa dipenderanno diversi aspetti contabili, gestionali e fiscali della tua attività.

In Italia, al momento, esistono tre tipi di regime fiscale, ma solamente uno ti consentirebbe di avviare il tuo percorso come igienista dentale in proprio godendo di svariati benefici.

È il regime forfettario.

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I vantaggi contabili e fiscali del regime forfettario

Aprire una Partita IVA forfettaria, oggi, è l’unico modo per iniziare a svolgere una professione senza il macigno della burocrazia e della pressione fiscale sulle spalle.

Il motivo?

Questo regime fiscale è l’unico veramente vantaggioso in Italia, nonché tra i più favorevoli in Europa, grazie a diverse semplificazioni gestionali e contabili, e, soprattutto, grazie alla tassazione bassa.

Naturalmente, per poterlo adottare, devi essere in possesso di alcuni requisiti, tra i quali il principale è il rispetto del limite di fatturato annuo di 65.000 €.

Ma vediamoli, questi vantaggi:

  • non avrai l’obbligo di utilizzare la fatturazione elettronica;
  • non dovrai inviare lo spesometro;
  • non avrai a che fare con gli studi di settore e con il modello ISEE;
  • non dovrai pagare né l’IRAP né le addizionali comunali e regionali;
  • esonero dalla ritenuta d’acconto;
  • niente dichiarazioni e liquidazioni IVA.

L’ultimo punto ha a che fare con un aspetto in particolare, che merita una citazione a parte: nel regime forfettario non c’è l’IVA.

Hai letto bene!

Nelle fatture non dovrai aggiungere l’IVA ai tuoi compensi, e questo è un fattore che ti darà un enorme vantaggio concorrenziale.

Ma veniamo alla tassazione.

Riguardo a questo argomento, devi sapere che una Partita IVA a regime forfettario non fa riferimento ai tradizionali scaglioni IRPEF, bensì è legata al pagamento di una flat tax del 15%, ridotta addirittura al 5% nei primi cinque anni per le nuove attività che rispettano determinati requisiti.

Leggi anche: Consulente per la sicurezza sul lavoro e Partita IVA: quale scegliere?

Calcolo tasse e contributi per igienista dentale nel regime forfettario

Il regime forfettario si differenzia dagli altri regimi fiscali non solo per l’aliquota, ma anche per il calcolo dell’imponibile.

Le spese reali, infatti, non incidono in alcun modo sulla determinazione dell’importo soggetto a tassazione, in quanto lo Stato ha assegnato a ogni codice ATECO un coefficiente di redditività: questo valore percentuale stabilisce su base ipotetica sia i costi forfettari sia il fatturato lordo.

Per l’attività di igienista dentale, il coefficiente di redditività è del 78%.

Ciò significa che se fatturerai 30.000 € durante il primo anno, dovrai versare le imposte sul 78% di questa cifra, ovvero su 23.400 €.

Stesso discorso per i contributi.

Nonostante esista un albo degli igienisti dentali, attualmente manca una cassa di riferimento, perciò dovrai iscriverti alla Gestione Separata INPS.

Questa modalità contributiva prevede un versamento annuale del 25,98% da calcolare sull’imponibile (quindi sul 78% del fatturato totale).

Il grande vantaggio della Gestione Separata INPS sta nel fatto che non sono previste quote fisse, dunque pagherai sempre e soltanto in proporzione a quanto fatturerai.

In conclusione

Svolgere la professione di igienista dentale con Partita IVA, in assenza di una guida, potrebbe causare gli stessi danni provocati da una pulizia dei denti con la carta vetrata.

Senza gli strumenti e le competenze necessarie ad affrontare la burocrazia e gli aspetti contabili e fiscali, il rischio è di ritrovarsi a lavorare più per lo Stato che per sé stessi.

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Sarò io stesso a richiamarti dopo qualche ora per cercare di chiarire qualsiasi dubbio (tariffe comprese).

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Ti ricordo che per qualsiasi tipo di considerazione, hai la possibilità di commentare questo articolo.

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A presto
Giampiero Teresi

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