Partita IVA istruttore cinofilo: come aprirla alle migliori condizioni

Scopri come aprire un centro cinofilo usufruendo di varie agevolazioni

Vuoi aprire la Partita IVA per svolgere la professione di istruttore cinofilo? Idea grandiosa, ma… sai qualcosa di tasse, contributi e regime fiscale?

Devi sapere che avviare un’attività senza avere la minima idea di come funzioni il sistema fiscale italiano ti metterà davanti a ostacoli difficili da superare. (Potresti sentirti come un Chihuahua davanti a un muro di due metri!)

In questo articolo ti spiegherò in maniera chiara perché dovresti aprire la Partita Iva adottando il regime forfettario.

Come aprire la Partita IVA per svolgere l’attività cinofila

Hai una vera e propria passione per i cani e ti piacerebbe trasformarla in un lavoro? Beh, per farlo esistono tante possibilità: c’è chi sceglie di fare il dog sitter con Partita IVA, chi opta per aprire una Partita IVA per avviare un’attività di toelettatura e chi, invece, sceglie di diventare istruttore cinofilo.

Se tu hai scelto questa strada, sarai al corrente del fatto che, per svolgere questa professione, sia necessario frequentare un corso; ciò che, però, potrebbe infonderti qualche dubbio è la procedura burocratica necessaria ad avviare un’attività tutta tua in questo ambito.

Niente paura: ora ti spiegherò tutto.

Aprire una Partita IVA è la prima operazione necessaria se desideri aprire un centro cinofilo. Ovviamente, prima di prendere una decisione definitiva in merito, ti consiglio di rivolgerti a un commercialista; un consulto con un professionista che ha a che fare quotidianamente con la fiscalità ti sarà utile a valutare la sostenibilità della tua idea imprenditoriale.

Per richiedere il tuo numero di Partita IVA, dovrai necessariamente scaricare un modulo da Internet, denominato ‘modello AA9/12’; questo modulo è composto da diverse sezioni, in cui dovrai indicare i tuoi dati fiscali e anagrafici, indirizzo e nome della tua attività, codice ATECO e regime fiscale.

Dopo aver compilato tutti i campi richiesti, dovrai inoltrare la pratica per via telematica o tramite raccomandata A/R, salvo che tu non decida di recarti personalmente presso l’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate. Una volta ricevuta la richiesta, l’ente impiegherà da un giorno a una settimana per assegnarti il numero di Partita IVA e, da quel momento, ti sarà possibile emettere e ricevere fatture.

Tra i dati che dovrai inserire nel modulo, ce ne sono due particolarmente importanti; vediamo quali sono.

Leggi anche: IRAP nel regime forfettario: ecco perché non pagherai l’imposta

Codice ATECO e regime fiscale per addestramento cani: ecco i miei consigli

Alla lettura di voci come ‘codice ATECO’ e ‘regime fiscale’, il tuo viso ha assunto un’espressione perplessa? Beh, questo non mi stupirebbe affatto. Molte persone non hanno la minima idea di cosa siano e che cosa implichino questi aspetti. Tuttavia, dal momento che essi influenzano in maniera decisiva la gestione di un’attività, voglio chiarirti alcune cose.

Il codice ATECO non è altro che un codice numerico che identifica il tipo di attività che svolgi, ed è fondamentale non commettere errori nella sua comunicazione all’Agenzia delle Entrate. Un codice errato comporterebbe una multa salata in caso di controlli. Affinché tu lo sappia, ti comunico che il codice ATECO corretto per l’attività di istruttore cinofilo è 96.09.04 (Servizi di cura per gli animali da compagnia).

Per quanto riguarda il regime fiscale, si tratta dell’insieme delle regole e degli oneri gestionali a cui dovrai fare riferimento, e in Italia ne esistono tre tipi:

  • il regime ordinario;
  • il regime semplificato;
  • il regime forfettario.

Per avviare un’attività di tuo interesse, l’apertura di una Partita IVA forfettaria è senza dubbio la soluzione più conveniente.

Ora ti spiego perché…

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I vantaggi gestionali e le agevolazioni per un istruttore cinofilo nel regime forfettario

Aprire una Partita IVA a regime forfettario ti consente di usufruire di diversi vantaggi gestionali e agevolazioni. Considera, però, che, per poter adottare questo inquadramento fiscale, è obbligatorio rispettare alcuni requisiti; uno su tutti, il limite di fatturato annuo di 65.000 €.

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E, ora, vediamo quali sono i principali benefici che otterresti:

  • esclusione dal campo IVA, che comporterebbe:
    • esenzione dal versamento delle liquidazioni periodiche;
    • esonero dall’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto in fattura;
    • esonero dalla registrazione delle fatture e dei corrispettivi;
    • esonero dalla dichiarazione annuale;
  • esonero dalla ritenuta d’acconto;
  • esenzione dal versamento dell’IRAP;
  • esenzione dal pagamento delle addizionali comunali e regionali;
  • esonero dalla fatturazione elettronica;
  • esonero dalla presentazione dello spesometro e del modello ISEE;
  • esclusione dagli studi di settore.

Tutte queste semplificazioni renderebbero la gestione della tua attività molto più semplice e meno onerosa.

Quanto guadagna un addestratore di cani e quanto paga di tasse e contributi

A proposito di soldi…

Probabilmente ti starai chiedendo a quanto ammonterà il tuo stipendio. Domanda più che lecita, alla quale, però, è difficile dare una risposta diversa da: “Dipende”. Lavorare in proprio significa affidare tutto alle tue capacità; pertanto, se dimostrerai di saperci fare con i clienti (e, naturalmente, con i cani), probabilmente avrai un tornaconto economico soddisfacente.

L’aspetto positivo è che, adottando il regime forfettario, ti resteranno molti più soldi in tasca, dato che avrai accesso alla tassazione più bassa d’Italia.

In questo regime fiscale, infatti, non è prevista un’aliquota variabile in base agli scaglioni IRPEF, bensì si fa riferimento a un’aliquota sostitutiva unica: una flat tax del 15%, riducibile al 5% per i primi cinque anni di attività per le nuove Partite IVA.

Oltre a essere più basse, per un forfettario, le imposte sono anche più semplici da calcolare; anziché dedurre le spese dal fatturato totale, infatti, non dovrai far altro che moltiplicare i tuoi ricavi totali per un valore percentuale che lo Stato assegna a ogni attività: il coefficiente di redditività.

Leggi anche: Partita IVA ostetrica: perché dovresti optare per il regime forfettario

Nel tuo caso, ad esempio, con un coefficiente del 67%, se dovessi fatturare 10.000 € in un anno, andresti a versare le imposte su 6.700 €, mentre i restanti 3.300 € verrebbero esclusi dalla tassazione perché considerati come ‘costi forfettari’.

Per quanto riguarda i contributi previdenziali, invece, dal momento che non esiste una cassa di riferimento per gli istruttori cinofili, dovrai obbligatoriamente iscriverti alla gestione separata INPS; il che non è affatto una cattiva notizia: questo modello contributivo, infatti, non prevede costi fissi, ma esclusivamente un versamento del 25,98% rispetto al fatturato lordo.

Dunque, verserai sempre i tuoi contributi in base a quanto incasserai.

In conclusione

Ti sarà abbastanza chiaro che, per svolgere questa professione, il regime forfettario è una soluzione più che conveniente. Tuttavia, potresti avere ancora dubbi o domande a cui non trovi una risposta.

Che ne dici di parlarne con me? Io sono specializzato nel regime forfettario e da anni fornisco consulenza fiscale online a centinaia di professionisti in tutta Italia.

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A presto
Giampiero Teresi

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