Partita IVA per Animatori: come aprirla e esempio pratico calcolo tasse

Il settore turistico non conosce proprio crisi e gli animatori sono sempre più ricercati dai villaggi e dalle compagnie di navi da crociera.

Basta dare un’occhiata agli annunci di lavoro per capire come la professione degli animatori sia sempre richiesta dagli operatori del comparto turistico.

Ma spesso si ricercano figure di animatori freelancer disponibili a collaborare con contratto di Partita IVA.

Ma come aprire la Partita IVA per svolgere la professione di animatore turistico? Quale Codice ATECO comunicare all’Agenzia dell’Entrate? Quali sono le tempistiche e la documentazione necessaria per aprire la Partita IVA? Quale Regime fiscale scegliere? Sono tantissimi i quesiti che sorgono prima di compiere il grande passo: aprire la Partita IVA per lavorare come animatore turistico.

Animatore turistico: chi è costui?

Iniziamo con la definizione di animatore turistico: la Legge 217/1983 (legge quadro sul turismo) descrive l’animatore all’articolo 11, come colui che “organizza il tempo libero di gruppi di turisti con attività ricreative, sportive e culturali”.

L’Animatore turistico favorisce l’integrazione e la socializzazione degli ospiti all’interno di villaggio o su una nave da crociera, coordina tutta l’attività ricreativa di un luogo residenziale di villeggiatura e contribuisce alla creazione di un “buon gruppo vacanza”.

Le attività proposte dall’Animatore puntano tutte all’intrattenimento dell’ospite e variano a seconda del contesto in cui si trova ad operare.

All’interno di una giornata lavorativa, l’animatore turistico si trova a svolgere più attività, indipendentemente dalla propria specializzazione: corsi di istruzione sportiva, organizzazione di spettacoli, karaoke, organizzazione di giochi di società: tutte attività che rendono divertente il soggiorno degli ospiti.

Animatore turistico: dove lavora?

L’animatore turistico svolge un ruolo di intrattenimento, occupandosi della gestione del tempo libero e delle attività ricreative presso navi da crociera, villaggi turistici, camping, residence, grandi alberghi-vacanze e grandi stabilimenti balneari.

In genere, l’animatore turistico è una figura professionale molto ricercata nei luoghi di vacanza, nelle località balneari, ma non mancano le destinazioni montane e collinari.

Animatore turistico competenze

Essendo una figura poliedrica e versatile, l’animatore turistico ha conoscenze e competenze specifiche che lo portano a svolgere attività particolari.

E’ possibile trovare animatori che sono anche attori, musicisti, maestri di sci, maestri di yoga, scenografi, subacquei, istruttori di windsurf, coreografi, bagnini, etc. etc.  

La figura di animatore può avere due tipi di “specializzazioni”: l’intrattenimento e l’istruzione sportiva.

Gli intrattenitori devono possedere buone doti di comunicazione, empatia, resistenza alle tensioni e allo stress, capacità organizzative, saper lavorare in gruppo, ma anche capacità di organizzare in autonomia ogni attività.

L’animatore deve essere una persona creativa, fantasiosa, disponibile e allegra. È fondamentale essere propensi a spostarsi e viaggiare per lunghi periodi.

Inoltre, è fondamentale avere una buona conoscenza delle lingue straniere: inglese, francese, spagnolo, tedesco, etc.

Animatore turistico: formazione

Per lavorare come animatore turistico è fondamentale essere in possesso di brevetti, corsi e attestati.

Per accedere a questa professione è necessario possedere almeno un diploma di scuola media superiore, anche se non mancano risorse umane con laurea triennale in Scienze turistiche o Lingue, e l’aver maturato qualche esperienza nel mondo dello spettacolo, della musica o dello sport.

Per diventare animatore occorre, in primo luogo, inviare un curriculum direttamente ai tour operator o alle compagnie crocieristiche che reclutano tali figure.

Poi, si dovrà sostenere prove e colloqui per la valutazione delle proprie capacità, competenze e motivazioni personali.

Le persone selezionate, in genere, partecipano ad un breve corso di formazione al termine del quale, se ritenuti idonei, vengono assunte all’interno delle strutture. In questo caso i partecipanti contribuiscono alle spese della struttura in cui risiedono.

Animatore turistico: carriera

Lavorare come animatore è il primo step della carriera, si può passare al ruolo di capo animazione (responsabile dell’animazione) e, nel giro di qualche anno, si può raggiungere la qualifica di direttore di villaggio, ovvero il manager della struttura.

In alternativa, si può valutare la possibilità di aprire un’agenzia di servizi, che progetti e realizzi servizi di animazione, oltre a reclutare giovani leve da avviare alla professione di animatore.

Partita IVA Animatore: come procedere?

Chiarite le competenze e le skills dell’animatore, è importante analizzare gli aspetti burocratici e fiscali concernenti l’apertura della Partita IVA per animatori.

Spesso e volentieri è il primo passo che spaventa di più: si può procedere all’apertura della Partita IVA in maniera semplice e veloce dato che questa professione non richiede alcuna iscrizione ad un albo professionale.

Per procedere con l’apertura della Partita IVA, si deve scaricare dal sito dell’Agenzia delle Entrate il Modello AA9/12, compilarlo in maniera corretta e spedirlo telematicamente o presentarlo a mano in qualche ufficio ubicato sul territorio o affidarsi ad un Commercialista di fiducia.

I dati da inserire per perfezionare la compilazione sono:

  • dati fiscali compresa la residenza fiscale dell’interessato,
  • sede dell’attività,
  • codice ATECO che identifica l’attività,
  • regime fiscale che si vuole adottare.

Codice ATECO Animatore turistico

Al momento dell’apertura della Partita IVA da animatore, è necessario comunicare il Codice ATECO che determina l’area di attività del professionista.

Per questo è fondamentale rivolgersi ad un Commercialista per aprire la Partita IVA.

Il Codice ATECO da comunicare è il seguente:

  • 3.4.1.3.0 – Animatori turistici e professioni assimilate

Possono optare per questo Codice ATECO le seguenti figure:

  • animatore agrituristico
  • animatore balneare
  • animatore culturale
  • animatore di vacanza
  • animatore naturalista
  • animatore villaggi turistici
  • intrattenitore turistico

Partita IVA Forfettaria Animatore

Quale regime fiscale scegliere? Devi sapere che oltre al regime ordinario è possibile optare per il conveniente Regime Forfettario.

Devi sapere che la Legge di Bilancio 2019 ha esteso la possibilità di aprire Partita IVA Forfettaria a tutti coloro che non eccedono il limite massimo di 65.000 euro di fatturato annuo.

Pertanto, la platea dei titolari di Partita IVA Forfettaria si è “allargata” nel 2019.

Ti sembra tutto molto complicato? Se dovessi avere bisogno di aiuto posso offrirti una Consulenza Gratuita. Ti basterà richiederla sul mio sito www.regime-forfettario.it compilando il form di contatti con tutti i tuoi dati. Sarò io stesso a richiamarti telefonicamente entro qualche ora e cercherò di chiarire tutti i tuoi dubbi.

Partita IVA Forfettaria: vantaggi

Chi aderisce al Regime Forfettario 2019 ha la possibilità di beneficiare di una serie di vantaggi:

  • Semplificazioni IVA: il regime forfettario è un regime fiscale esente da IVA. Nelle fatture dell’animatore non sarà presente l’IVA e permetterà di applicare prezzi più bassi per le proprie prestazioni rispetto a quelle dei propri concorrenti che non aderiscono ad un regime agevolato.
  • Nessuna ritenuta d’acconto: all’inizio della tua carriera potrai lavorare emettendo notule con ritenuta d’acconto, ma con l’aumento del giro d’affari e del fatturato dovrai necessariamente aprire Partita IVA. Il Regime Forfettario prevede l’esenzione dalla ritenuta d’acconto.
  • Flat Tax al 5% o al 15%: un altro dei vantaggi del regime forfettario è la presenza di un’imposta sostitutiva con un’aliquota molto bassa del 5% (per i primi 5 anni) o del 15%. La presenza di un’imposta sostitutiva significa che si pagherà una sola imposta che andrà a sostituire l’IRPEF, IRAP o altre imposte addizionali.
  • Nessun esterometro.
  • No Studi di Settore.

Partita IVA Forfettaria Animatore: quanto si paga di tasse? Esempio pratico

Se si opta per la Partita IVA Forfettaria, le imposte vengono calcolate sul fatturato lordo diminuito dalla percentuale di costi, assegnata in base al coefficiente di redditività.

Ammettiamo che l’animatore turistico, titolare di una Partita IVA in regime forfettario start-up per il 2019 fatturi 25.000€.

La prima operazione da fare è calcolare l’imponibile su cui si andranno a pagare sia le imposte sia i contributi.

Il coefficiente di redditività per l’attività da animatore turistico è il 78%.

Dobbiamo sottrarre il 22% al fatturato lordo per calcolare il reddito imponibile:

€ 25.000 – (25.000x 22%) = € 19.500

L’imposta sostitutiva che l’animatore pagherà sarà pari a: € 19.500 x 5% = € 975

L’animatore turistico ha l’obbligo di iscrizione e versamento dei propri contributi previdenziali alla gestione separata INPS.

Alle imposte infatti dovranno successivamente essere aggiunti anche i contributi previdenziali pari a: € 19.500 x 25.72%= € 5.015,40

Piccola parentesi: da pochissimi giorni ho pubblicato il mio secondo libro.

Si chiama Regime Forfettario 2019 ed è un manuale che ti spiegherà tutto ciò che devi necessariamente sapere prima di aprire la tua Partita IVA. Ti spiegherò anche come risparmiare migliaia di Euro in tasse ogni anno. È in vendita esclusivamente su Amazon sia in versione cartacea (14,90 Euro) sia in versione Ebook (9,90 Euro)

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Partita IVA Animatore: Costi Commercialista

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A presto
Giampiero Teresi

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