Partita IVA Rider: condizioni agevolate da sfruttare se lavori per Glovo, Deliveroo o Just Eat

Ecco come conviene agire se vuoi esercitare l’attività di fattorino in proprio.

La professione del Rider per le consegne a domicilio di cibo ha conosciuto un vero e proprio boom negli ultimi anni, anche a causa della situazione pandemica.

La crescente richiesta dei consumatori ha fatto sì che molte aziende attive nella ristorazione si adeguassero a un servizio precedentemente non fornito: quello della consegna a domicilio.

Di conseguenza, le maggiori aziende attive nella gestione di questo business, come Deliveroo, Glovo e Just Eat, hanno dovuto ricorrere alla collaborazione di un numero sempre maggiore di Riders per soddisfare la domanda.

Ma per lavorare per conto di queste aziende è necessario aprire la Partita IVA?

Facciamo un po’ di chiarezza.

Fare il Rider con la Prestazione occasionale.

Prima di andare alla ricerca d’informazioni su come aprire una Partita IVA online, dovresti sapere che per fare il fattorino saltuariamente si può sfruttare un mezzo messo a disposizione dallo Stato, denominato ‘Prestazione occasionale’.

Questo strumento permette di svolgere delle prestazioni lavorative senza Partita IVA e senza emissione di fattura.

Il documento che dovrai rilasciare al tuo committente sarà una semplice ricevuta, in cui dovrai indicare l’importo relativo al tuo compenso e i tuoi dati anagrafici.

Sappi però, che utilizzando la prestazione occasionale sarai soggetto alla ritenuta d’acconto del 20%.

Ciò significa che su un compenso di 100 €, 20 € verranno trattenuti dal tuo committente, che avrà poi il dovere di versarli nel mese successivo come anticipazioni sulla tua tassazione.

Inoltre, ci sono diverse limitazioni che regolano l’utilizzo della prestazione occasionale.

Ad esempio, durante un anno fiscale non potrai svolgere prestazioni lavorative per importi superiori ai 5.000 €.

Non solo!

Dovrai sottostare anche a queste imposizioni:

  • dovrai rispettare il limite temporale di continuità della prestazione lavorativa, che non potrà superare i 30 giorni consecutivi;
  • sarai tenuto a rispettare il principio di occasionalità, quindi non potrai lavorare per lo stesso committente più di una volta l’anno;
  • non potrai in alcun modo pubblicizzare la tua attività, né promuoverla tramite strumenti come internet e i social network.

Appare chiaro, dunque, che per svolgere stabilmente questa professione in maniera regolare, non potrai fare affidamento sulla prestazione occasionale.

Per fare il Rider a tempo pieno, serve la Partita IVA.

Leggi anche: Partita IVA per cartomante: questo ciò che devi sapere se vuoi avviare la tua attività lavorando da casa

Come aprire la Partita IVA per fare il Rider.

Cercare un buon commercialista online per pianificare l’apertura della Partita IVA può sicuramente darti la certezza di fare le mosse giuste.

In questo articolo tuttavia scoprirai che aprire la Partita IVA è un’operazione abbastanza semplice ed economica.

La richiesta di questo codice, che andrà a identificare fiscalmente la tua attività, va fatta all’Agenzia delle Entrate.

Vuoi sapere in che modo?

Semplice! Dovrai recarti presso gli uffici dell’ente o scaricare l’apposito modulo online, e compilarlo in tutti i suoi campi. Dopodiché dovrai inoltrarlo tramite il sito stesso dell’Agenzia delle Entrate o con raccomandata A/R.

Solitamente, l’attribuzione della Partita IVA è immediata.

All’interno del Modello AA9/12, il modulo per la richiesta della Partita IVA, dovrai inserire:

  • dati fiscali
  • dati anagrafici
  • codice Ateco
  • inquadramento fiscale
  • sede dell’attività

Nel caso ti stessi chiedendo cosa sia il ‘codice Ateco’, ti rispondiamo subito.

Il codice Ateco è un numero identificativo della tipologia di attività, ed è molto importante indicare quello giusto onde evitare problemi burocratici.

Poiché la professione di Rider non è classificata da un codice Ateco specifico, nella domanda dovrai indicare il codice 82.99.99 (altri servizi di sostegno alle imprese nca).

Per esercitare questa professione, la scelta più conveniente è quella di aprire una Partita IVA a regime forfettario.

Scopriamo perché.

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I vantaggi di una Partita IVA forfettaria.

Questo regime fiscale agevolato, tra i più convenienti in Europa e in assoluto il più vantaggioso in Italia, permette di usufruire di una serie di semplificazioni sia a livello gestionale che contabile.

Naturalmente per poter adottare questo inquadramento fiscale dovrai possedere determinati requisiti, primo fra tutti il limite di fatturato annuo di 65.000 €.

Infatti, all’interno del regime forfettario, sarai automaticamente esonerato sia dal pagamento dell’IVA sia dalla ritenuta d’acconto.

Ma non solo! Oltre a queste agevolazioni, non dovrai fare i conti con altri oneri burocratici e obblighi pecuniari come:

  • pagamento dell’IRAP;
  • pagamento delle addizionali comunali e regionali;
  • il modello ISEE
  • gli studi di settore

Ma i vantaggi più interessanti riguardano le imposte e i contributi previdenziali.

Diamo un’occhiata!

Quante tasse e contributi paga un Rider nel regime forfettario?

A differenza degli altri due regimi fiscali presenti in Italia, ordinario e semplificato, quello forfettario basa il calcolo delle imposte su un’aliquota sostitutiva e non sugli scaglioni IRPEF.

Ciò significa che la tassazione per te sarà del 5% per i primi cinque anni di attività, per poi salire al 15% a partire dal sesto anno.

Per calcolare le tasse, nel regime forfettario dovrai attenerti ai coefficienti di redditività stabiliti dallo Stato, in quanto le uniche spese che potrai portare in deduzione, ma solamente dal secondo anno di attività, saranno quelle relative ai contributi versati.

Le spese di gestione invece vengono ipotizzate dallo Stato in maniera forfettaria a seconda del tipo di attività svolta.

Per farti capire in maniera chiara questo passaggio, ti farò un esempio pratico.

Per il codice Ateco che dovresti utilizzare per la professione di Rider, lo Stato ha stabilito un coefficiente di redditività del 67%.

Questo significa che sul tuo fatturato annuo, solo il 67% è soggetto a tassazione, poiché il restante 33% è considerato come ‘costi forfettari’.

Ipotizzando che tu fatturi 10.000 €. Il calcolo delle tasse verrà calcolato solo su 6.700 €, ovvero il tuo reddito lordo.

A questo importo inoltre, a partire dal secondo anno, potrai sottrarre gli importi versati per i tuoi contributi nell’anno precedente.

Un Rider, non avendo alcun albo di riferimento, è tenuto a iscriversi alla Gestione Separata INPS per provvedere alla propria contribuzione previdenziale.

In questo regime fiscale, anche i contributi vengono versati in percentuale al coefficiente di redditività, al 25,72%.

Su un reddito lordo di 6.700 € dovrai dunque versare 1.723,24 € all’INPS. Al netto di ciò, nell’anno successivo le imposte del 5% o del 15% verranno calcolate sulla differenza tra reddito lordo e contributi versati l’anno prima.

L’aspetto vantaggioso del regime forfettario in merito ai contributi sta nel fatto che, qualora non dovessi fatturare nulla durante l’anno, non dovrai versare nulla.

Leggi anche: Social media manager & Partita IVA: come aprire sfruttando il regime agevolato

La consulenza nel regime forfettario.

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A presto
Giampiero Teresi

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