Barman con Partita IVA: perché adottare il regime forfettario

Tutto ciò che devi sapere per svolgere la professione di barman freelance o a domicilio

Iniziare a lavorare come barman autonomo potrebbe essere come shakerare una bevanda gassata.

Vuoi aprire una Partita IVA per svolgere questa professione in proprio? Senza le giuste competenze in materia fiscale ti ritroverai quasi certamente ad affrontare una situazione esplosiva (sì, proprio come il tuo cocktail gassato nello shaker) e, tra multe, debiti e tasse altissime, non saprai dove sbattere la testa.

In questo articolo ti spiegherò come agire per aprire la tua Partita IVA da barman in modo corretto sfruttando i vantaggi del regime forfettario.

Bartender con Partita IVA: come iniziare a lavorare in proprio

Quella del barman è una professione stimolante che offre il vantaggio di stare a contatto con tante persone e di regalar loro esperienze sensoriali indimenticabili. Se svolgi questo mestiere e ti distingui per la tua bravura e creatività, è possibile che tu ambisca a guadagni maggiori rispetto a quelli che percepisci da dipendente. E, magari, ti piacerebbe gestire autonomamente il tuo lavoro e il tuo tempo senza però aprire un locale di tua proprietà.

Beh, da qualche anno, anche in Italia si sta diffondendo la professione di barman freelance, ovvero un professionista dell’arte della mixology. Questa figura è molto ricercata per feste private ed eventi, ma anche dai gestori di bar e pub che necessitano di un buon barman solamente per un giorno alla settimana, magari in concomitanza con una serata a tema o un evento con promo.

Se desideri far valere le tue competenze e decidere con chi e per chi lavorare, questa è un’opportunità da prendere in considerazione. Per svolgere questa professione in proprio, oltre a possedere le attrezzature, la qualifica e i requisiti morali, dovrai aprire Partita IVA.

Questa operazione è gratuita e puoi provvedere a effettuarla anche da sola/o; ti basterà scaricare un modulo da Internet, il modello AA9/12, compilarlo in tutti i suoi campi e consegnarlo all’Agenzia delle Entrate. Per quanto riguarda le modalità hai a disposizione diverse alternative:

  • aprire la Partita IVA online dal portale dell’ente;
  • spedire il modulo tramite raccomandata;
  • andare direttamente all’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate a te più vicino.

Il mio suggerimento, in ogni caso, è di affidarti a un commercialista, figura di cui avrai comunque bisogno per la gestione della contabilità e degli aspetti fiscali. Un buon consulente, forte della sua esperienza, saprà darti le giuste indicazioni per avviare e gestire la tua attività nel migliore dei modi; inoltre, un consulto con un professionista ti sarà utile per compilare correttamente il modello AA9/12, in particolare la sezione riguardante il codice ATECO (nel tuo caso, 56.21.00) e la scelta del regime fiscale.

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Partita IVA da barman: i vantaggi del regime forfettario

Se finora non hai mai avuto esperienze di lavoro autonomo, è possibile che tu non sappia cosa sia il regime fiscale: si tratta dell’insieme delle regole e degli oneri fiscali e contabili a cui dovrai far riferimento. In Italia esistono tre tipi di regime fiscale: ordinario, semplificato e forfettario.

Se desideri svolgere la professione di bartender freelance o a domicilio, l’opzione più vantaggiosa per te è rappresentata dal regime forfettario. Ora ti spiego perché.

Questo regime fiscale è stato introdotto nel 2015 e, dal 2016, sostituisce il vecchio regime dei minimi. Ciò che lo differenzia dal regime ordinario e da quello semplificato è la presenza di svariate agevolazioni e semplificazioni gestionali. Per poterlo adottare, però, è fondamentale rispettare alcuni requisiti, i principali dei quali sono:

  • il rispetto del limite di fatturato annuo di 65.000 €;
  • un reddito da lavoro dipendente inferiore a 30.000 €;
  • il rispetto del limite di 20.000 € di spese per dipendenti e collaboratori.

Ma, ora, vediamo insieme quali sono i benefici riservati a chi apre una Partita IVA forfettaria. Uno dei più significativi è l’esenzione dall’IVA; ciò significa che non dovrai applicare l’imposta sul valore aggiunto alle tue fatture, il che renderà le tue tariffe molto convenienti per i tuoi clienti. Inoltre, per ovvie ragioni, non sarai tenuta/o a effettuare le dichiarazioni e le liquidazioni periodiche, né a registrare i corrispettivi.

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Altri importanti vantaggi di cui potrai godere sono:

  • l’esonero dalla fatturazione elettronica;
  • l’esenzione dal pagamento dell’IRAP;
  • l’esonero dallo spesometro;
  • l’esenzione dalle addizionali, sia comunali sia regionali;
  • l’esenzione dalla ritenuta d’acconto;
  • l’esonero dagli studi di settore e dalla presentazione del modello ISEE.

Grazie a queste semplificazioni e agevolazioni avrai modo di dedicarti alla tua professione senza troppi pensieri e –cosa più importante di tutte – risparmierai tanti soldi. Tuttavia, le buone notizie, per te, non finiscono qui.

Insomma, se il regime forfettario fosse un cocktail, ti direi che stiamo per mettere nello shaker l’ingrediente più gustoso. Continua a leggere per scoprire qual è.

Quante tasse e contributi paga un barman con Partita IVA forfettaria

È probabile che, davanti alla prospettiva di aprire una Partita IVA, ti sia posto il problema di quante tasse pagherai. Bene, devi sapere che questo regime fiscale gode della tassazione più bassa d’Italia e di una delle più basse in Europa.

Se negli altri regimi fiscali le imposte vengono calcolate con un’aliquota variabile in base al reddito, con una Partita IVA a regime forfettario il discorso cambia; questo tipo di inquadramento fiscale prevede un’aliquota unica del 15%, riducibile addirittura al 5% per i primi cinque anni in caso di nuova attività.

Per calcolare l’imponibile, inoltre, ti sarà sufficiente moltiplicare il tuo fatturato totale per il coefficiente di redditività, un valore percentuale assegnato dallo Stato a ogni codice ATECO. Per l’attività di barman freelance, questo valore è del 40%; ciò significa che se fatturerai 10.000 €, pagherai le tasse solamente su 4.000 € perché i restanti 6.000 € verranno considerati come costi aziendali forfettari.

Leggi anche: Partita IVA per riparazione di telefoni e computer: come aprirla

Per quanto riguarda i contributi pensionistici, dovrai provvedere a versarli iscrivendoti alla gestione commercianti dell’INPS che prevede una quota fissa annuale di circa 3.850 €. Oltre a questo versamento, se supererai il minimale di reddito di 15.953 €, dovrai corrispondere una quota supplementare pari al 24% da calcolare sull’importo eccedente.

Tuttavia, da forfettario, avrai la possibilità di richiedere una riduzione del 35% all’INPS.

In conclusione

Il cocktail è servito!

In questo articolo ti ho spiegato in maniera sintetica come si apre una Partita IVA e ti ho esposto gli enormi vantaggi del regime agevolato. Ora, però, è probabile che tu voglia conoscere tutti i dettagli di questa opportunità.

Che aspetti, allora? Contattami subito per richiedere una consulenza gratuita; da anni, tramite il mio servizio online ad abbonamento, mi occupo della gestione contabile e fiscale di professionisti, freelance, ditte individuali e artigiani che adottano il regime forfettario.

Compila il Form di Contatto sul mio sito internet www.regime-forfettario.it. Sarò io stesso a richiamarti nel giro di qualche ora per chiarire qualsiasi dubbio (tariffe comprese).

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Ti ricordo che, per qualsiasi tipo di considerazione, hai la possibilità di commentare questo articolo.

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A presto
Giampiero Teresi

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