Uscita dal regime forfettario: così puoi passare ad un regime differente

Il regime forfettario può essere una soluzione conveniente per te ma bisogna conoscerne le peculiarità per capire quando è giusto farne parte e quando no.

Quando un aspirante imprenditore vuole avviare una nuova attività in proprio è molto probabile che esegua delle ricerche su come aprire una partita iva online e altro genere di informazioni, compresi i vari tipi di regime fiscale.

In molti casi nella ricerca di un commercialista online che offra consulenza per aprire partita iva le persone prendono in considerazione la partita iva forfettaria.

Questo regime fiscale è senza dubbio il più agevolato in Italia ma è fondamentale conoscere le sue caratteristiche e confrontarle con quelle dell’attività che vuoi intraprendere per evitare di doverti ritrovare a passare da un regime fiscale all’altro.

In questo articolo ti parlerò di come avvengono questi passaggi , perché avvengono e quando può convenire a te spostarti, soprattutto quando si tratta di uscire dal regime forfettario.

Queste informazioni ti saranno utili sia qualora tu avessi già una partita iva sia qualora stessi pensando di aprirne una.

Come si passa dal regime ordinario a forfettario nel 2021.

Nel caso di una partita iva già attiva il passaggio da un regime fiscale ordinario a quello forfettario non comporta particolari complessità.

Infatti se una ditta individuale o un libero professionista ad esempio fatturano meno di 65.000 € durante un anno, possono aderire al regime forfettario in maniera automatica a partire dal 1 gennaio dell’anno successivo.

Perché questo passaggio avvenga non è necessaria alcuna comunicazione né all’Agenzia delle Entrate né alla Camera di Commercio. Sarà sufficiente adottare il cosiddetto comportamento concludente, ovvero iniziare a fatturare come regime forfettario.

Per fare questo è necessario compilare le fatture senza l’inserimento dell’Iva e della ritenuta d’acconto, in quanto sotto questo regime fiscale si è esenti da entrambe.

Leggi anche: Partita iva venditore telefonico: come aprirne una, quali e quante tasse e come funzionano i contributi

In ogni documento è importante inserire la dicitura “esenzione Iva in base alla legge 190 del 2014” in modo da informare automaticamente sia i clienti che lo Stato del cambio di regime fiscale.

I vantaggi del regime forfettario sono vari sia a livello di tassazione che di contributi. Adottando questo regime fiscale infatti si accede a questi benefici:

  • costi di avviamento contenuti;
  • esenzione dell’iva e della ritenuta d’acconto;
  • tassazione al 5% per i primi 5 anni e del 15% dal sesto anno;
  • esenzione dalla fatturazione elettronica, dalle dichiarazioni iva, dagli studi di settore e modelli ISA;
  • ino molti casi l’iscrizione alla Gestione Separata INPS consente di versare i contributi in percentuale rispetto al fatturato e non in quote fisse.

Ma attenzione! Non sempre il regime forfettario si adatta elle caratteristiche di un’attività e allora è possibile attuare un’uscita volontaria.

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Quando avviene l’uscita dal regime forfettario e quando può convenirti.

Il processo inverso, ovvero il passaggio dal regime forfettario a quello ordinario o semplificato, può avvenire in due casi:

  • qualora avvenisse un superamento del limite di fatturato;
  • qualora le condizioni non fossero più favorevoli.

Nel primo caso la fuoriuscita dal regime forfettario per superamento ricavi avviene in maniera obbligata, in quanto viene a mancare un requisito fondamentale per poter sottostare a questo tipo di regime fiscale.

Fatturando più di 65.000 € quindi, a partire dal primo giorno dell’anno successivo un’attività esce automaticamente dal regime forfettario e non sarà più possibile approfittare delle sue agevolazioni.

In alcuni casi però è l’imprenditore stesso a capire che questo sistema non si adatta alle sue esigenze e alle caratteristiche della sua attività.

Spieghiamoci meglio.

Un punto molto importante che bisogna considerare è che all’interno del forfettario non potrai scaricare i costi aziendali come:

  • affitti;
  • utenze;
  • acquisti di materiali e prodotti;
  • spese per dipendenti e collaboratori.

Lo Stato infatti calcola in maniera forfettaria questi costi e li stabilisce in base ad ogni tipo di attività indicando un coefficiente di redditività. I commercianti ad esempio hanno un indice del 40%, i liberi professionisti del 78% e gli artigiani del 67%.

Per fare un esempio pratico, se un libero professionista fattura 10.000 € in un anno lo Stato calcola che le sue spese siano di 2.200 €.

Fin qui tutto bene, ma il problema nasce nel momento in cui le spese reali non coincidono con quelle stabilite dallo Stato. Se i costi affrontati durante l’anno si discostano in maniera significativa e per eccesso da quelli forfettari, questo regime non conviene più ed allora è il caso di abbandonarlo.

Leggi anche: Partita iva servizi alla Persona: Come aprirla, quante tasse e quali contributi si pagano

Le modalità sono le medesime del passaggio dall’ordinario al forfettario. A partire dal 1 gennaio dell’anno successivo, senza dover fare alcuna comunicazione, inizierai a fatturare con l’iva così come previsto dal regime ordinario e ad adempiere a tutti gli oneri previsti.

Talvolta è possibile un’uscita in corso d’anno a patto che il volume di documenti non sia eccessivo.

Infatti per cambiare regime fiscale durante l’anno dovresti annullare tutte le fatture emesse come forfettario con delle note di credito ai tuoi clienti e riemetterle con una rettifica dell’Iva.

Come puoi immaginare un procedimento simile può avere senso se magari a marzo o aprile ti rendi conto che il regime forfettario non ti conviene e i documenti emessi sono pochi. Diversamente è il caso di attendere il nuovo anno fiscale.

Come posso aiutarti a fare la scelta giusta sul regime forfettario.

Come vedi prima di prendere una decisione importante come quella del regime fiscale da adottare per la tua attività imprenditoriale è bene conoscere bene tutte le implicazioni.

Se cerchi un commercialista specializzato nel regime forfettario posso fornirti una consulenza gratuita per analizzare la tua situazione e capire se questo regime fiscale è adatto a te.

Per richiederla ti basterà compilare il Form di Contatto sul mio sito internet www.regime-forfettario.it e sarò io stesso a richiamarti dopo qualche ore per cercare di chiarire tutti i tuoi dubbi.

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A presto
Giampiero Teresi

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